Neurochirurgo di 32 anni muore di Covid. La sua lettera commuove il mondo: «Contagiato facendo ciò che amo»

Neurochirurgo di 32 anni muore di Covid. La sua lettera commuove il mondo: «Contagiato facendo ciò che amo»

A soli 32 anni era già neurochirurgo e nonostante non avesse patologie pregresse è morto lasciando i suoi due figli di soli due mesi

Lucas Augusto Pires a soli 32 anni era già neurochirurgo. Una carriera brillante e una vita spezzate dal Covid. Lucas è morto così. Il medico brasiliano non aveva problemi di salute precedenti, ma è finito in terapia intensiva ed è morto poco dopo. La sua storia e la sua lettera stanno facendo il giro del mondo e stanno commuovendo tutti. 

 

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La sua storia è diventata famosa perché poco prima di morire, il 27 luglio, ha scritto una lettera che ha condiviso sui social. Una storia che ha commosso tutto il Brasile e che, adesso, sta commuovendo il mondo intero. 

 

Lucas Augusto Pires ha lanciato un messaggio di affetto e speranza, spiegando perché non si sia pentito di aver continuato a fare il suo lavoro, nonostante i rischi che stava correndo. «Sto andando in terapia intensiva a causa del peggioramento delle mie condizioni a causa del Covid-19 - ha scritto il medico brasiliano -. Mi sono contagiato facendo ciò che amo, prendendomi cura dei miei pazienti con amore e dedizione. E lo rifarei».

 

Padre di due figli, Benjamín e Isabella, di soli due mesi, lo specialista ha preso sempre tutte le precauzioni e, nonostante avesse già tutto pronto per andare a vivere negli Stati Uniti con la sua famiglia, ha deciso di restare nel suo Brasile, ad aiutare la sua gente. 

 

Nel maggio 2021, il medico ha iniziato a curare i pazienti in un ospedale di Ivaiporã. I familiari hanno spiegato che è stato durante una di quelle visite che è stato contagiato. Un paziente aveva il virus che sta mettendo in ginocchio il mondo da due anni, ma non lo sapeva. Giorni dopo il consulto, Lucas è venuto a conoscenza della diagnosi positiva del suo paziente e ha fatto il test anti-Covid, ma era negativo. Due giorni dopo, però, ha iniziato ad avvertire i sintomi.

 

«Eravamo sicuri che non avrebbe avuto complicazioni. Aveva solo 32 anni, non aveva precedenti, solo un po' sovrappeso, ma non era obeso. A poco a poco la situazione è peggiorata», ha spiegato Gabriela, la sorella del medico. Lucas è stato ricoverato il 20 luglio all'ospedale di Maringá e il 27 luglio è stato trasferito in terapia intensiva. Prima di essere isolato e intubato, ha scritto quella lettera che oggi fa piangere tutti i brasiliani. Poi, sabato 8 agosto, è morto.

 

I familiari lo ricordano così: «Con quella lettera sembrava, in un certo senso, che stesse dicendo addio. Abbiamo combattuto molto insieme ad amici e medici affinché potesse essere curato. Se solo le persone leggessero ciò che ha scritto e si rendessero conto, la sua morte avrà avuto un significato. Se hai la possibilità di proteggerti, resta a casa».
 

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Gennaio 2022, 07:34
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