Covid a Londra, crollano casi e morti: ma terapie intensive piene. Il sindaco: «Stiamo uniti»

Covid a Londra, crollano casi e morti: ma terapie intensive piene. Il sindaco: «Stiamo uniti»

La situazione legata alla pandemia di coronavirus nel Regno Unito è ancora molto complicata: il bollettino di ieri ha visto 21mila nuovi casi e 587 morti, mentre nella sola giornata di sabato sono state vaccinate quasi 600mila persone, un dato record. Il premier Boris Johnson ha detto che la prima fase di vaccinazioni è stata completata in tutte le case di riposo inglesi, focolai micidiali a inizio pandemia: a ricevere entrambe le dosi sono finora 490mila persone, mentre la prima è stata già somministrata a 9 milioni di britannici.

 

I dati di Londra sono incoraggianti, ma non del tutto: se infatti le morti sono diminuite di un terzo e i nuovi positivi di due terzi, con ricoveri in calo (i nuovi pazienti sono due quinti in meno), c'è ancora tensione nelle unità di terapia intensiva: oltre 1.100 persone sono tenute in vita da ventilatori meccanici, secondo gli ultimi dati ufficiali. In totale sono 13.415 le persone morte a Londra entro 28 giorni dal tampone positivo, mentre l'ultimo bollettino di 3.002 nuovi casi è stato il più basso dallo scorso 6 dicembre.

 

Il sindaco Sadiq Khan ha esortato la capitale britannica a restare unita per respingere ulteriormente il virus. «I londinesi hanno affrontato sfide immense nell'ultimo anno, ma ora con un vaccino in vista, dobbiamo rimanere concentrati», ha detto. «La fine di questa pandemia dipende esclusivamente dal fatto che tutti noi lavoriamo insieme e seguiamo le regole. Quindi non correte rischi, rimanete a casa».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 1 Febbraio 2021, 12:17
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