Coronavirus, in Spagna per la prima volta zero morti ma è boom di denunce

Coronavirus, in Spagna per la prima volta zero morti ma è boom di denunce

Coronavirus, nella Spagna di Pedro Sanchez il lockdown immediato e le riaperture differenziate in base alle mappe epidemiologiche hanno dato i loro frutti. Il paese iberico, tra i più colpiti in assoluto dall'epidemia di coronavirus, per la prima volta dall'inizio dell'emergenza ha registrato zero decessi di pazienti positivi al Sars-CoV-2.

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I dati diffusi dal Ministero della Salute spagnolo sono eccezionali: nelle ultime 24 ore, in tutto il paese, si sono registrati zero decessi e appena 71 nuovi casi. Il trend si conferma nettamente in discesa, se si pensa che ieri i nuovi contagi erano 96 e due giorni fa 271. Anche qui, come in Italia, il dato potrebbe essere alterato dal basso numero di tamponi effettuati nel fine settimana, ma il dato più importante (nessuna nuova vittima) dimostra inequivocabilmente che il peggio è ormai passato. Le regioni più colpite restano ancora una volta la Catalogna e Madrid, ma c'è un altro dato importante: dei 2760 nuovi casi registrati nell'ultima settimana, solo 268 pazienti presentavano sintomi dell'infezione.

Se la crisi sanitaria sembra alle spalle, per la Spagna non è il momento di abbassare la guardia. Come riporta 20minutos.es, solo a Madrid, il principale focolaio di tutto il paese, nell'ultimo fine settimana sono scattate denunce e multe a raffica per schiamazzi notturni durante feste in casa e 'botellones'. Oltre 300 gli accertamenti delle forze dell'ordine culminati con sanzioni a carico di giovani che si erano riuniti, per tutta la notte, in casa come nei parchi pubblici. A Ciudad Real, addirittura, nella notte tra sabato e domenica, sono state circa tremila le persone che si sono riunite in un maxi-assembramento. Le notizie hanno mandato su tutte le furie le autorità sanitarie del paese, a cominciare da Fernando Simón, direttore del Centro di coordinamento di allerta ed emergenza sanitaria: «L'epidemia sta avendo un'ottima evoluzione e possiamo permetterci di allentare progressivamente le restrizioni, ma non possiamo abbassare la guardia e serve pazienza. Tutte quelle feste e quegli assembramenti sono da irresponsabili, dopo quello che abbiamo vissuto non possiamo permetterci di passare da zero a mille in un colpo solo».
Ultimo aggiornamento: Lunedì 1 Giugno 2020, 20:31
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