Coronavirus in Perù, la ministra: «Gli asintomatici possono contagiare solo quando respirano»
di Enrico Chillè

Coronavirus in Perù, la ministra: «Gli asintomatici possono contagiare solo quando respirano»

Coronavirus in Perù, i casi totali sono più di 691mila e le vittime quasi 30mila, su una popolazione di 33 milioni di abitanti. I nuovi casi giornalieri sono 1598 e i nuovi decessi 133, ma a rendere la tragedia decisamente grottesca, negli ultimi giorni, ci ha pensato la ministra della Salute del governo di Lima, Pilar Mazzetti.

Leggi anche > Coronavirus, l'Oms: «Non sarà l'ultima pandemia, il mondo dovrà essere pronto»

La ministra peruviana, medico chirurgo e neurologo, ha spiegato il motivo per cui, in tutto il Perù, i tamponi vengano fatti solo a chi accusa sintomi di Covid-19, nonostante le stime globali ormai quantifichino nel 90% i positivi asintomatici. Pilar Mazzetti ha illustrato così le sue ragioni, in collegamento con RPP Noticias: «Facciamo i test solo a chi ha sintomi, chi è asintomatico non ne ha bisogno, perché non contagia gli altri».

A riportarlo è anche La Naciòn. Il giornalista che stava intervistando la ministra della Salute del Perù, a quel punto, si è mostrato perplesso ed ha chiesto charimenti. Alla fine, Pilar Mazzetti ha dovuto correggere il tiro, fornendo però una risposta poco convincente: «Gli asintomatici contagiano, ma in una bassissima percentuale e solo quando respirano o toccano gli altri». Per sostenere le proprie ragioni, la donna ha poi aggiunto: «In nessun paese al mondo, nel conteggio dei positivi, vengono inclusi gli asintomatici». Una inesattezza, per non definirla una menzogna clamorosa.

Le dichiarazioni della ministra della Salute hanno scatenato furenti polemiche da parte dell'opinione pubblica e di diversi esperti. Tra questi, c'è Ernesto Bustamante, biologo molecolare, riportato anche da Expreso.com.pe: «Siamo ancora a questo? Certo che anche gli asintomatici possono contagiare, è per questo che i positivi vanno individuati quanto prima. I test rapidi non servono a nulla, servono quelli molecolari, da usare per la diagnosi precoce. Accorgersi di un contagio solo quando il paziente sviluppa i sintomi non è la strada da percorrere, dobbiamo individuare i positivi prima che possano contagiare gli altri. Dobbiamo focalizzarci su bambini e giovani, che sono generalmente asintomatici ma possono contagiare genitori e nonni, tendenzialmente molto più vulnerabili. Le parole della ministra sono pericolose, ricordiamoci che il Covid non uccide da solo, siamo noi che possiamo trasformarci in suoi complici».


Ultimo aggiornamento: Martedì 8 Settembre 2020, 17:27
© RIPRODUZIONE RISERVATA