Coronavirus, il modello svedese ha fallito. L'epidemiologo ammette: «Troppi morti»

Coronavirus, il modello svedese ha fallito. L'epidemiologo ammette: «Troppi morti»

Il 'modello svedese' ha fallito. In Svezia, a causa del coronavirus, troppe persone sono morte: l'ammissione è arrivata da Anders Tegnell, l'epidemiologo dietro la strategia soft adottata dal governo di Stoccolma contro la pandemia di Covid-19, in un'intervista alla radio pubblica Sveriges Radio. La Svezia dunque fa retromarcia e per la prima volta ammette che le vittime sono state troppe e che sarebbe stato meglio imporre restrizioni maggiori

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Le misure di contenimento imposte dal governo scandinavo sono state molto blande (per esempio, gli studenti fino a 16 anni hanno continuato ad andare a scuola). «Se si presentasse la stessa malattia, sapendo quello che sappiamo oggi, faremmo qualcosa a metà strada tra quello che abbiamo fatto in Svezia e quello che è stato deciso nel resto del mondo», ha detto Tegnell ammettendo che «ovviamente si poteva fare meglio in Svezia, sarebbe bello sapere esattamente cosa chiudere per evitare in modo più efficace la diffusione del virus».

L'epidemiologo ha spiegato che, visto che tutti i Paesi europei hanno deciso subito un lockdown totale o quasi, è difficile capire quali misure siano state effettivamente efficaci. Detto questo, rispondendo a chi chiedeva se fossero morte troppe persone, Tegnell ha risposto «sì, assolutamente». In Svezia sono stati registrati 38.589 contagi e 4.468 vittime, su una popolazione di 10 milioni di persone. Negli altri Paesi scandinavi, che hanno imposto misure più restrittive, i numeri sono stati più bassi, con 580 vittime in Danimarca, 237 in Norvegia e 320 in Finlandia.



Ultimo aggiornamento: Mercoledì 3 Giugno 2020, 19:47
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