Coronavirus, la lettera d'amore degli italiani a Cambridge: «Dolore per ciò che è accaduto, ma ce la faremo»

Coronavirus, la lettera d'amore degli italiani a Cambridge: «Dolore per ciò che è accaduto, ma ce la faremo»

La Cambridge Italian Society, che rappresenta studenti e ricercatori di ogni campo che vivono e lavorano nella prestigiosa università britannica, ha scritto una lettera per l'Italia, martoriata dall'emergenza sanitaria del coronavirus e da quella, conseguente, di natura economica. Sono parole toccanti, che mostrano un amore immenso per l'Italia e per il suo popolo.

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«Siamo persone che amano il proprio Paese, la sua lingua, la sua storia, la sua cultura, i suoi paesaggi. In un tempo in cui ci si divide tra sovranismo e globalismo, noi rivendichiamo il patriottismo, l'amor di Patria che invece di alzare barriere verso l'esterno si alimenta continuamente della ricchezza del dialogo interculturale» - si legge nella lettera degli italiani a Cambridge - «Lavorando e studiando fuori dal nostro Paese, abbiamo imparato ancora di più a renderci conto del potenziale territoriale, culturale, economico e sociale della nostra Italia».

«Grazie alla distanza abbiamo potuto vedere le cose più da vicino, abbiamo potuto accorgerci di quanto sia preziosa la nostra identità culturale, il nostro modo di fare, di quanto sia bella l'italianità. Il sapersi districare tra i mille problemi della vita quotidiana, trovare momenti di ilarità in occasioni difficili, pensare alla soluzione quando tutti vedono problemi, la ricerca della convivialità» - prosegue il messaggio della Cambridge Italian Society - «Siamo sicuri che sapremo fronteggiare con successo anche quest'emergenza, noi italiani siamo geni in quell'arte dell'arrangiarsi, perché di un'arte si tratta, che tutto il mondo ci invidia. Ce la faremo anche questa volta. L'economia ma anche la politica, l'arte, la musica, lo spettacolo. Per quel che possiamo cerchiamo di raccontare l'Italia, le cose belle ma anche quelle brutte, confidando nella capacità unicamente italica di saper riconoscere e, laddove necessario, di creare la bellezza».


Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Aprile 2020, 16:15
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