«Coronavirus arma biologica sfuggita da un laboratorio». La Cina risponde alle teorie di complotto

«Coronavirus arma biologica sfuggita da un laboratorio». È la teoria del complotto lanciata sulla provenienza del virus che ha portato ad oggi ad un numero complessivo di contagi registrati di 75.775 di cui 2.130 morti, di questi 2.029 nella provincia dell'Hubei, 7 fuori dalla Cina. Mentre le persone guarite sono 16.882. La Cina ha voluto rispondere alle accuse choc. Secondo un portavoce del ministero degli Esteri cinese la motivazione alla base di queste ipotesi sarebbe di «cattive intenzioni» o «assurda ignoranza».

L'accusa richiama all'ipotesi di un 'virus prodotto in laboratorio'. Alcuni media o esperti occidentali, ha ricordato, hanno suggerito che il virus di Covid-19 potrebbe avere a che fare con il programma di guerra biologica cinese, anzi sarebbe proprio un'arma biologica sfuggita da un laboratorio.

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«Speriamo che la comunità internazionale, mentre lavora insieme per combattere il virus, continuerà farlo contro le teorie del complotto e altri 'virus politici'», ha detto il portavoce Geng Shuang in una conferenza stampa online. Geng ha ricordato che il capo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha ripetutamente affermato che non ci sono prove che il virus responsabile di Covid-19 sia stato progettato in un laboratorio o frutto della fabbricazione di armi biologiche.

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Molti dei maggiori esperti mondiali ritengono inoltre che queste affermazioni non abbiano basi scientifiche. Geng ha detto che anche 'The Lancet' ha pubblicato una dichiarazione congiunta firmata da 27 tra i principali scienziati mondiali nel campo della sanità pubblica a sostegno della ricerca cinese, degli operatori sanitari e dei medici che combattono l'epidemia di Covid-19.

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L'analisi genetica dimostrerebbe, secondo gli esperti, che questo coronavirus ha avuto origine nella fauna selvatica, così come molti altri agenti patogeni emergenti. Geng ha poi sottolineato che il popolo cinese sta combattendo una guerra totale contro Covid-19 non solo per sè, ma anche per la salute pubblica globale. «Voglio sottolineare che, di fronte a un'epidemia, ciò di cui abbiamo bisogno sono scienza, ragione e cooperazione. Dobbiamo cercare il trionfo della scienza sull'ignoranza, dissipare le voci con la verità e sostituire i pregiudizi con la cooperazione», ha detto.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Febbraio 2020, 21:00
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