Coronavirus, gli aiuti russi (con tanto di militari) pagati con voli di stato dall'Italia

Coronavirus, gli aiuti russi (con tanto di militari) pagati con voli di stato dall'Italia

Non solo medici e attrezzature, ma anche un ingente dispiegamento di forze militari di fronte all'emergenza coronavirus. In questo consistono gli aiuti giunti all'Italia dalla Russia, a partire dal 22 marzo scorso, con tanto di slogan "Dalla Russia con amore" scritto in tre lingue (russo, italiano e inglese). Ora, però, si viene a scoprire che dietro quel gesto di solidarietà c'è un accordo stabilito tra i due paesi, con le spese a carico dell'Italia attraverso voli di stato.

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Un'inchiesta de La Stampa, infatti, aveva rivelato che il costo dei voli dalla Russia sarebbe stato interamente pagato dal governo italiano. Il Foglio, invece, ha citato una fonte militare italiana, che sottolineava come i mezzi giunti a Pratica di Mare e poi fatti circolare nel territorio nazionale, in particolare in Lombardia, fossero eccessivi rispetto al carico effettivamente trasportato. Una sorta di operazione propagandistica su larga scala, accolta festosamente per primo dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Anche Garry Kasparov, leggendario ex campione mondiale degli scacchi, dissidente russo in esilio a New York, pochi giorni fa aveva sottolineato come dietro quegli aiuti possano celarsi mire propagandistiche. «Quella è un'operazione militare e di intelligence, non certo un aiuto umanitario. Putin, inviando oltre 100 soldati in Italia, si era posto due obiettivi: vincere una campagna di pubbliche relazioni e al tempo stesso installare la propria intelligence sul territorio di un paese Nato» - aveva spiegato lo scacchista a La Stampa - «Putin sta affrontando la crisi globale della pandemia come una guerra ibrida, in cui si esporta instabilità in un momento di crisi per l'Occidente. D'altronde accade lo stesso in Cina e in Ungheria: sono settimane che i regimi dittatoriali, anche grazie alle fake news in rete, diffondono una falsa narrativa contro i sistemi democratici. Il leit-motiv è sempre lo stesso: "I sistemi democratici non sono in grado di proteggervi. Guardate alla Cina. Solo un governo forte può garantire protezione e sicurezza"».

La rivelazione de Il Foglio ha provocato la risposta della Farnesina: «Si precisa che la partita di aiuti russi verso l'Italia non è stata gestita direttamente dal ministero degli Affari Esteri, bensì è frutto di un accordo raggiunto tra i rispettivi vertici politici di governo, italiano e russo». La replica del quotidiano diretto da Claudio Cerasa non si è però fatta attendere: «Il costo dei voli, secondo la stima più bassa possibile, è di almeno mezzo milione di euro. Quello effettivo potrebbe essere stato molto più alto e per questo è necessaria maggior trasparenza da parte del Governo. La parte più pesante del carico trasportato dai nove Ilyushin-76 erano mezzi necessari per trasportare i soldati russi e i mezzi per la sanificazione, ma sono tutti mezzi di cui l'Italia già dispone in larga misura: era proprio il caso di trasportarli dala Russia? Un altro dubbio riguarda il contingente russo che alloggia a Orio al Serio: se sono lì, perché farli atterrare a Pratica di Mare? C'era Luigi Di Maio lì ad accoglierli, ci è sembrato naturale chiedere a lui».
Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Aprile 2020, 16:13
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