Brexit, è allarme sanitario: «Sarà più difficile procurarsi le medicine»

Brexit, è allarme sanitario: «Sarà difficile procurarsi le medicine»

Numerose associazioni sanitarie e associazioni di medici hanno scritto un avvertimento a Boris Johnson in cui si espone chiaramente preoccupazione per la situazione delle forniture mediche in seguito a una Brexit senza accordo.
 
Brexit, si rischia il caos: «Dal 31 ottobre restrizioni per i cittadini Ue». Governo nella bufera

In una lettera congiunta al primo ministro, i capi di 17  associazioni di beneficenza hanno infatti affermato che «esiste una possibilità reale che farmaci e medicine fondamentali possano subire ritardi per raggiungere il Regno Unito a causa di problemi incontrati alla frontiera».

«I cittadini si aspettano giustamente sincerità da noi, ma non possiamo rassicurare totalmente i pazienti che la loro salute e le loro cure non saranno influenzate negativamente dall'uscita del Regno Unito dall'UE", hanno poi  aggiunto.

Usa, Trump: valutiamo seriamente la fine dello Ius soli

Secondo documenti del governo venuti fuori la scorsa settimana, ci si aspettano carenze di cibo, carburante e medicine visto che una Brexit senza accordo innescherebbe mesi di caos al confine. Sempre secondo il dossier, le forniture mediche «saranno soggette a gravi e prolungati ritardi» perché i tre quarti delle medicine del Regno Unito entrano nel paese attraverso i principali attraversamenti della Manica.

Scrivendo a Boris Johnson, le associazioni hanno espresso particolare preoccupazione per il fatto che il Regno Unito abbia deciso di forzare l'uscita dall'UE proprio a ridosso della stagione influenzale invernale.

«Anche una stagione influenzale "moderata" può aggiungere una pressione significativa sul SSN. La strategia di uscita dall'UE deve infatti includere la previsione di diversi scenari di influenza » si è affermato sempre nella lettera, orchestrata dal Royal College of Physicians.

Il Primo Ministro è stato esortato a «mettere al centro dei negoziati sulla Brexit la sicurezza dei pazienti e la protezione della salute della nazione». Il governo ha comunque ribadito che «sta facendo tutto il necessario per prepararsi a lasciare l'UE il 31 ottobre, qualunque sia la circostanza».

Un portavoce del governo ha inoltre aggiunto che il Dipartimento della sanità e dell'assistenza sociale ha lavorato a stretto contatto con i partner del sistema sanitario e assistenziale e del settore per preparare un solido piano di assistenza. 
«I pazienti possono essere rassicurati sul fatto che i nostri piani dovrebbero garantire che la fornitura di medicinali e prodotti medici rimarrà ininterrotta e si continueranno a ricevere gli eccellenti standard di assistenza attuali».
Giovedì 22 Agosto 2019, 13:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA