Sfregiò l'ex con l'acido spingendolo a morire con l'eutanasia: assolta
di Silvia Natella

Sfregiò l'ex con l'acido spingendolo a morire con l'eutanasia: assolta

Dopo tre anni è arrivata la sentenza dei giudici nei confronti di Berlinah Wallace, la 48enne che sfregiò con l’acido l'ex fidanzato Mark van Dongen, portandolo a una depressione incurabile. L'uomo, infatti, decise di sottoporsi all'eutanasia perché non sopportava le ferite inferte. La Wallace però è stata assolta dall'accusa di omicidio. L'aggressione è avvenuta a Bristol nel 2015.

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 Secondo le ricostruzioni, Berlinah Wallace avrebbe agito mentre l'uomo dormiva perché spinta dalla sete di vendetta dopo la rottura della loro relazione. Da quel giorno l'ex non si sarebbe più ripreso. L’effetto corrosivo del liquido avrebbe causato lesioni debilitanti e permanenti tali da costringerlo a scegliere di porre fine alla sua vita. 


Resta però la condanna per la violenza compiuta con l'acido. Sembra si fosse documentata per provocare proprio quegli effetti. Il profilo della donna è stato descritto dall’accusa come quello di una maniaca del controllo, gelosa e determinata nel portare a termine il disegno criminale.

La vittima ha riportato danni al volto, ha perso la vista all’occhio sinistro e subito l’amputazione di una gamba. Poco dopo si è aggiunta una paralisi totale, dal collo in giù. Aveva solo 29 anni. 
La degenza in ospedale è durata un anno, poi l'eutanasia, avvenuta nel 2017. 
La sentenza fa discutere l’intero Regno Unito.
 
Giovedì 17 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 21:43
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