Bambino nel pozzo, rallentano gli scavi per salvare Julen: serviranno almeno altri due giorni

di Luca Calboni
La trivella in azione ininterrotta ha scavato circa 52 metri, ma Julen è ancora bloccato dentro quel pozzo profondo 110 metri, dove il bambino di due anni è caduto lo scorso 13 gennaio. È ormai più di una settimana che il piccolo è precipitato in quel buco largo 25 centimetri a Totalan, città a 20 chilometri da Malaga. E con il passare delle ore aumenta sempre di più il rischio che il bambino non sopravviva.

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Gli adulti non riescono a passare nel pozzo, mentre le macchine, che hanno già smosso oltre 35.000 metri cubi di terra in circa 36 ore, hanno lavorato incessantemente anche la scorsa notte, incontrando però nuovi strati di terreno difficili da trivellare: per questo è sfumato l'obiettivo di raggiungere i 60 metri di profondità, programmato per la mattinata di oggi. Secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El Pais dopo aver raggiunto questa profondità infatti serviranno 9 ore ulteriori per mettere in sicurezza il terreno.

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Dopo aver stabilizzato il terreno, secondo le fonti spagnole si comincerà a scavare a mano per cercare di raggiungere il piccolo Julen. Le forze dell'ordine iberiche prevedono di raggiungere il piccolo di due anni non prima di altre 24 ore, e quindi nella mattinata di martedì. La speranza di ritrovare il piccolo ancora vivio però comincia a spegnersi: non è stato ancora stabilito alcun contatto con il bambino di due anni e l'unica certezza della sua presenza sarebbe stata data da alcuni capelli, che il test del dna ha dimostrato essere del piccolo Julen. Per questo Malaga sembra purtroppo sempre più vicina ad avere un epilogo come quello di Vermicino: era il giugno del 1981 quando, nelle campagne vicino Frascati, Alfredino Rampi cadde in un pozzo morendo in attesa dei soccorsi. 
Lunedì 21 Gennaio 2019, 11:21
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