La figlioletta nasce morta, mamma la accudisce per due settimane: «Non volevo farla andare via»
di Domenico Zurlo

La figlioletta nasce morta, mamma la accudisce per due settimane: «Non volevo farla andare via»

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La storia di Emma Woodhouse è a dir poco tragica. Ne parlano oggi i tabloid inglesi, che pubblicano le foto strazianti di questa giovane mamma 27enne, che stringe dolcemente la mano della sua bambina: incinta di due gemelle, Emma ha purtroppo subìto un distacco della placenta a 29 settimane di gravidanza, ha affrontato un parto cesareo e una delle sue due bimbe, Jessica, è morta mentre l’altra, Bella, è riuscita a sopravvivere.

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Ma sebbene perdere un figlio sia un dramma, ciò che di decisamente più orribile in questa storia è ciò che è successo dopo: Emma infatti per due settimane si è presa cura della figlia Jessica, morta, portandola a fare passeggiate e cantandole canzoni. «Non volevo lasciarla andare - ha raccontato al Sun - La tenni stretta e sentii la sua pelle accanto alla mia. Era tutto bellissimo, tranne una cosa: lei era morta. Morendo, ha salvato la vita della sua sorellina, e per questo sarà sempre la mia eroina».

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Emma è madre, oltre che di Bella, di altri tre bambini, Jack di 5 anni, Mikey di 4 e Nicole di 2. «Sia Mikey che Jack erano nati prematuri quindi i medici mi hanno monitorato per tutta la gravidanza - racconta - Due settimane prima della morte di Jess feci degli esami e le bambine erano sane». Poi all’improvviso la corsa in ospedale al Royal Lancaster, il distacco della placenta e il cesareo d’urgenza: entrambe le figliolette, dopo il parto, avevano bisogno di essere rianimate, ma solo una delle due ce l’ha fatta.

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«Sapevo che Bella era sopravvissuta e che avrei avuto tutta la vita per prendermi cura di lei, così per due settimane ho focalizzato le mie attenzioni solo su Jess - ha detto Emma - io e mio marito l’abbiamo tenuta per 12 ore, accarezzandola e guardando ogni centimetro del suo corpo. Poi le sue labbra hanno iniziato a diventare blu, così i medici l’hanno portata in una Cuddle Cot (una culla refrigerata, ndr) dove le sue guance e il suo faccino sono tornati di colore rosa».

Per 15 giorni Emma è rimasta ad accudire la figlia morta, vestendola, lavandola e baciandola per tutto il tempo nel reparto dell’ospedale. «Era bello andare in giro con lei e sentirsi normale - conclude il suo racconto - Le cantavamo canzoncine e filastrocche, e nel suo orecchio le dicevamo quanto la amiamo. È stato meraviglioso. Triste, certo, ma anche bello. Dopo due settimane però è arrivato il momento di salutarla per sempre: mi è stato di grande aiuto, ma non volevo lasciarla, volevo restare con lei».

Lo scorso 5 luglio si è tenuto il funerale di Jessica: una cerimonia emozionante, con tanti bambini. La piccola è stata cremata e le sue ceneri messe in un’urna bianca, sistemata in camera da letto: «So che alcune persone potrebbero pensare che sia strano ciò che abbiamo fatto - dice - ma non mi interessa. Per sette mesi l’ho crescita nel mio grembo, l’ho amata tanto e continua a farlo. Era una vera bambina e voglio che la gente lo sappia».
Venerdì 7 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:48
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