Archie, il racconto choc della famiglia: «Morto in modo barbaro, l'abbiamo visto soffocare e diventare blu»

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«Speriamo che nessuna famiglia debba passare quello che abbiamo passato noi, abbiamo visto nostro figlio soffocare» A parlare è la famiglia di Archie Battersbee, il bambino di 12 anni in coma irreversibile morto in Gran Bretagna dopo che i medici hanno interrotto la ventilazione meccanica che lo teneva in vita.

Il bambino era in coma da aprile dopo che la mamma lo aveva trovato inscosciente in camera sua, forse dopo un gioco di soffocamento online finito male. La decisione di "staccare la spina" ad Archie è stata presa dai medici del Royal London Hospital dopo che il bambino era in coma da mesi e gli esami eseguiti indacavano che era cerebralmente morto. La famiglia ha iniziato una battaglia legale per impedire la morte del piccolo, ma non c'è stato nulla da fare: il giudice ha autorizzato la rimozione del supporto vitale.

«È morto in maniera barbara, nessuno dovrebbe patire questo»

Archie è morto alle ore 12:15 del 5 agosto, due ore dopo che i medici hanno "staccato" il supporto vitale. «Speriamo che nessuna famiglia debba passare quello che abbiamo passato noi. È barbaro» ha detto Hollie Dance, la mamma del piccolo, davanti all'ospedale annunciando la morte del figlio. «Era un bambino così bello. Ha lottato fino alla fine e sono così orgogliosa di essere la sua mamma». 

La fidanzata del fratello maggiore di Archie, Tom, Ella Rose Carter, ha raccontato gli ultimi momenti di agonia del piccolo: «Gli hanno tolto tutti i farmaci alle 10 in punto. I suoi parametri vitali sono rimasti stabili per due ore fino a quando non hanno ridotto la ventilazione. E poi è diventato completamente blu».   

 

Gli avvocati della famiglia: la legge va cambiata 

Dal Christian Legal Center, gruppo che ha sostenuto la famiglia di Archie arriva la richiesta di una "revisione e riforma urgente" della legge inglese in materia:  «Gli eventi delle ultime settimane sollevano molte questioni significative, tra cui domande su come viene definita la morte, come vengono prese queste decisioni e il posto della famiglia. Nessuno vuole vedere altre famiglie vivere quello che hanno passato. Dobbiamo vedere una revisione e una riforma urgenti del sistema». 

Archie, in coma dopo un gioco su TikTok finito male 

Il dodicenne era in coma da quando è stato trovato privo di sensi dalla madre il 7 aprile, forse a seguito di una sfida online su TikTok. La mamma lo ha trovato nella sua camera con una corda intorno al collo. Da quel giorno Archie è stato tenuto in vita da una combinazione di interventi medici, tra cui ventilazione e trattamenti farmacologici, presso il Royal London Hospital di Whitechapel, vicino Londra.  

La battaglia legale 

Dopo mesi di coma, i medici hanno considerato la situazione di Archie irreversibile e proposto di staccare la spina al bambino. La famiglia di Archie ha iniziato una battaglia legale per opporsi a questa decisione e cercare di tenere in vita il più a lungo possibile il piccolo. Il giudice però ha dato ragione ai medici in ben due sentenze, il ricorso alla corte di appello è stato ritenuto irricevibile. Successivamente anche il ricorso alla Cedu (Corte Europea dei diritti dell'uomo) è stato rifiutato. 

La madre del piccolo, Ollie Dance, era convinta contro il parere dei medici che il piccolo fosse ancora vivo e sosteneva che gli avesse anche stretto le mani e aperto gli occhi durante alcune visite: «Tutto quello che ho sempre chiesto è di portarlo a sei mesi - quale era il problema per loro? Hanno speso una fortuna in spese legali combattendo contro di me in tribunale, soldi che avrebbero potuto spendere per la cura di Archie e di altri» ha detto la donna. 

La richiesta di trasferimento (negata) in un ospizio  

Dopo le decisioni del giudice, la famiglia ha dovuto arrendersi ed ha chiesto che il bambino venisse trasferito in un'ospizio affinchè il piccolo morisse "pacificamente". Tuttavia anche questa richiesta è stata rifiutata dai medici che hanno considerato lo spostamento troppo pericoloso: «Non c'è stata molta attenzione alla dignità di Archie e credo che la morte più dignitosa per lui sarebbe stata lontana dalle macchine e dal rumore di un reparto ospedaliero». Il caso è stato molto dibattuto in Gran Bretagna, anche per il coinvolgimento di alcuni gruppi religiosi e associazioni di cittadini pro-life. 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 8 Agosto 2022, 10:04
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