Mamma vince la causa contro Apple per accedere all'iPhone del marito: il motivo è commovente
di Silvia Natella

Mamma vince la causa contro Apple per accedere all'iPhone del marito: il motivo è commovente

È stata una battaglia paragonabile a quella di Davide contro Golia, ma Rachel Thompson, 44enne di Chiswick (Londra), ce l'ha fatta: ha vinto la causa giudiziaria contro Apple per avere accesso all'iPhone di suo marito, morto suicida a 39 anni. Il gigante di tecnologia non le consentiva di sbloccare i dati e le foto contenuti nel cellulare in virtù della tutela della privacy. 

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«L’ho fatto solo per mia figlia, volevo che avesse dei ricordi di suo padre, di suo nonno e della sua infanzia», ha raccontato Rachel alla trasmissione inglese “This morning”. La bambina aveva solo sei anni quando ha perso il papà. In tv la donna ha ammesso di aver iniziato la lotta giudiziaria consapevole di poter trovare nel telefonino qualcosa di spiacevole: «Quello era il rischio da correre, si può sempre trovare qualcosa di sgradevole. Ma era un rischio che valeva la pena correre». 


I due si sono conosciuti nel settore immobiliare e hanno messo su famiglia. Lui era molto bravo a scattare fotografie e ha immortalato la figlia nelle situazioni più belle per poi custodire tutto nello smarthpone. Nel 2014 la coppia si è separata e Matt si è tolto la vita. Rachel, che non aveva ottenuto il divorzio, ha provato ad accendere il telefonino, ma senza successo perché non ricordava la password. A nulla sono valsi i tentativi di ricorrere ai tecnici dei negozi. Si è rivolta all'azienda di Cupertino, ma ha trovato un muro. Ora la battaglia è vinta.

l giudice Jan Luba, che ha emesso la sentenza relativa al caso di Rachel, ha chiesto pubblicamente una modifica delle leggi vigenti in materia e percorsi più semplici per risolvere questi casi in futuro. Non esisterebbe solo la privacy, ma anche il diritto dei parenti in lutto alla memoria. L’avvocato Himsworth ha dichiarato: «Prima le foto venivano conservate in album fotografici fisici ma ora sono tenute negli spazi virtuali. Bisogna affrontare questo problema poiché sempre più utenti utilizzano account e social media salvati su cloud. Dovrebbe esserci una procedura affinché gli eredi possano accedere ai dati contenuti in questi spazi virtuali».





 
Giovedì 16 Maggio 2019, 18:20
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