Da Apple a Meta, le aziende che pagheranno le spese di aborto e viaggio alle dipendenti dopo la sentenza della Corte Usa

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La Corte Suprema degli Usa ha abolito il diritto costituzionale all'aborto: dal primo luglio saranno i singoli stati a decidere se mantenere la pratica legale o ritenerla fuorilegge. Sono già 13 gli Stati che hanno dichiarato di avere intenzione di cancellare gli ultimi 50 anni di storia in fatto di diritti e vietare l'aborto: alle donne che vorranno interrompere una gravidanza non resterà altra scelta che "chiedere asilo" in un altro Stato, qualora questo sarà considerato possibile. Alcune delle più grandi aziende americane si sono così impegnate a garantire alle proprie dipendenti la copertura delle spese di viaggio e mediche nel caso debbano recarsi in un altro Stato per abortire.

JPMorgan si farà carico delle spese di viaggio sostenute dai dipendenti per ottenere l' aborto a partire dall'1 luglio. Le spese saranno pagate per i dipendenti costretti a spostarsi in un altro stato per un'interruzione di gravidanza. Per le aziende americane la decisione della Corte Suprema richiede un adeguamento delle loro politiche per i dipendenti.

«Sosteniamo i diritti dei nostri dipendenti a scegliere». Lo afferma Apple in merito alla decisione della Corte Suprema. Per le grandi aziende americane, il divieto al diritto di aborto è un campo minato di regole. Molte hanno già dichiarato che si faranno carico delle spese di trasporto dei loro dipendenti nel caso fossero costretti a cambiare stato per ricevere assistenza, ma al momento non ci sono certezze chiare sulla legalità di spostarsi da uno stato all'altro. Il rischio è quello di alienarsi le autorità statali come accaduto a Walt Disney in Florida per essersi schierata con i diritti gay. Al momento quindi prevale la cautela offrendo sostegno ai dipendenti senza però assumere una posizione chiara.

 

Dopo Apple anche l'azienda Patagonia si è impegnata a pagare alle sue dipendenti viaggio, alloggio e procedure nel caso debbano recarsi in un altro Stato per sottoporsi ad un aborto dopo la storica sentenza della Corte Suprema americana. Lo riporta Bloomberg. L'azienda Usa ha anche assicurato che pagherà la cauzione a tutti i suoi dipendenti che dovessero essere arrestati protestando pacificamente per l' aborto. Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, ha annunciato che rimborserà le spese di viaggio, «nella misura consentita dalla legge, per le dipendenti che avranno bisogno di accedere all'assistenza sanitaria e ai servizi riproduttivi in un altro stato».


Ultimo aggiornamento: Sabato 25 Giugno 2022, 11:52
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