Elezioni politiche, a Roma caos tessere elettorali: «Rimbalzati tra gli uffici»

In centinaia tra anagrafe e municipi per ottenere i nuovi certificati. Problemi per chi ha cambiato residenza

Elezioni politiche, a Roma caos tessere elettorali: «Rimbalzati tra gli uffici»

di Alessia Marani e Fabio Rossi

Caccia al certificato elettorale negli uffici dell'Anagrafe centrale di via Petroselli. Sono soprattutto coloro che hanno effettuato un cambio di residenza nell'ultimo periodo (ma molti addirittura da quasi un anno) a mettersi in fila fin dal primo mattino per agguantare il tanto agognato permesso per votare. Succede che nell'era digitale i computer capitolini (e gli impiegati) non sempre dialoghino tra di loro o siano sincronizzati: ecco così che schiere di cittadini arrivano da ogni parte della città per capire dove e come potere esprimersi all'interno delle cabine elettorali. «Ho cambiato la residenza da Latina a Roma nove mesi fa - spiega Simone, 31 anni, gestore di Fondi di investimento - ancora non mi era arrivata la tessera quindi mi sono recato in via Goito, nel II Municipio dove ora vivo, ma lì mi hanno detto che la registrazione non era ancora avvenuta e che, quindi, dovevo rivolgermi all'Anagrafe centrale per risolvere il problema. Dopo due ore e il giro di tre diversi uffici prima che si capisse cosa era successo - continua - ecco qui il certificato. Ne vale comunque la pena, bisogna andare a votare». La coda arriva fin sul marciapiede e dentro si dipana secondo le indicazioni degli impiegati e dei numerosi vigili urbani distaccati in sede. «Mezz'ora e la fila scorre signora», chiariscono.

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PIÙ DEBOLI
Ma è una volta passato il varco che iniziano i problemi. «Ero disperato - dice Alberto D' Annibale, 75 anni, sessanta passati dietro al bancone di un bar a piazza di Spagna - ho un figlio disabile di 48 anni che debbo accompagnare a votare dentro la cabina. Ogni volta devo farmi fare un certificato medico, ma il dottore non è sempre disponibile. Così sono andato al VI Municipio, quello di nostra appartenenza - spiega - ma lì questo servizio non c'è, perciò ho dovuto prendere la macchina e arrivare fin qui. Ovviamente portandomi dietro mio figlio che non posso lasciare solo. Ora è lì fuori in auto, non ci sono nemmeno parcheggi qui, tanto meno per portatori di handicap». Il signor d'Annibale riuscirà a ottenere il timbro «solo dopo avere fatto la spola da un ufficio all'altro, nessuno sapeva come fare finché non è usicta fuori una impiegata che mi ha preso sotto braccio e mi ha detto: non si preoccupi, ci penso io. Ma tutti dovrebbero sapere fare il proprio lavoro. Dicono di andare a votare per cambiare le cose, ma così ti passa la voglia di farlo». Ci sono poi gli ospedalieri, ovvero chi deve ritirare le tessere per gli allettati. «Dopo un'ora di coda ho potuto lasciare i documenti ma dovrò tornare alle due per il ritiro, una giornata persa», allarga le braccia un incaricato di una clinica sull'Aurelia. Nel pomeriggio, via via, le cose migliorano, e i tempi di attesa di accorciano. Ma c'è Annamaria che dopo avere traslocato da via Cassia a viale Libia, sarà comunque costretta a votare alla Giustiniana: «Niente, il cambio di residenza non è stato registrato».

 


«TORNATE DOMANI»
Anche nei Municipi l'afflusso di elettori è notevole. Davanti agli uffici del II, in via Dire Daua, a metà mattinata ci sono già decine di persone in attesa. «Sono qui da più di un'ora, perché ho esaurito gli spazi sulla tessera elettorale e me ne sono accorto solo stamattina - racconta Stefano, residente in via Collalto Sabino - All'ultimo referendum non ho votato, quindi non mi ero accorto di doverla cambiare. Ma domani voglio andare al seggio, e quindi mi tocca aspettare». Il personale all'interno cerca di mantenere l'ordine di ingresso all'ufficio, ma a chi ha fretta il consiglio è di «tornare domani (oggi per chi legge, ndr) perché la domenica di solito c'è meno folla, e gli sportelli sono aperti ininterrottamente dalle 7 alle 23». I problemi principali sono per chi ha di recente cambiato residenza. «Abitavo nei pressi di piazza Bologna e in estate mi sono trasferito in via Tripoli, nello stesso Municipio ma con sezioni elettorali diverse - sbotta Francesco, studente universitario, all'uscita dal Municipio - Mi hanno detto che non risulto ancora iscritto alla sezione di via Tigrè, e che quindi dovrei andare a votare nel seggio di prima, in via Reggio Calabria. Mi sembra assurdo, e se poi lì non risultassi più? Così mi viene negato il diritto di votare». Più soddisfatto Enrico, commerciante residente in via Monte delle Gioie, nei pressi di piazza Vescovio: «La mia tessera si era sgualcita con il passare del tempo, e già alle ultime Comunali il presidente di seggio mi aveva fatto problemi - spiega - Ho dovuto aspettare un po' in fila ma l'impiegato allo sportello è stato gentile e molto rapido a stamparmi la nuova».


Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Settembre 2022, 07:34
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