Il Messaggero a domicilio: «Così aiutiamo i più fragili». Mappa

di Alvaro Moretti Camilla Mozzetti
La prende come una missione sociale Roberto Punzo edicolante di viale Palmiro Togliatti, l’iniziativa de Il Messaggero a domicilio. «La gente è spaventata ma non la si può privare di leggere il giornale, di questo che io chiamo un “vizio” perché è aria per la mente». 

GLI INDIRIZZI DELLE EDICOLE APERTE

E così Roberto è un altro edicolante che va a sommarsi alla lunga lista di adesioni raccolte già in pochissimi giorni per la consegna materiale del quotidiano nelle abitazioni. «Una collaboratrice che mi dà una mano - conclude Roberto - è stata lei a spronarmi perché questo servizio serve a molte persone. Mi ha detto facciamolo, ci penso io a portare a casa il giornale perché la gente è spaventata, ha paura anche di andare a fare la spesa ma dobbiamo combattere insieme questo momento senza privarci di appuntamenti importanti come la lettura». E la sua edicola è così entrata nella “rete” per coprire il servizio in molte zone della periferia Est di Roma. 

Il Messaggero a domicilio: «Richieste da tutte le zone»


I RACCONTI
Poi c’è Giacomo Gorello che insieme al papà Luca porta avanti da anni l’edicola a pochi metri dall’Istituto superiore Malattie infettive Lazzaro Spallanzani. «Ci mancano gli anziani che venivano a comprare il giornale al mattino e che poi si fermavano a parlare, qualche cliente ci porta il caffè nel thermos ma molti altri sono in casa e noi adesso arriviamo lì». 
 


L’obiettivo è semplice perché segue una volontà ben previsa: quei rapporti tra sconosciuti, che però con il tempo sono diventati familiari, saranno «adesso recuperati, dando così un servizio alle persone che sono a casa - racconta - c’è molto spavento, la gente è terrorizzata non tanto dal virus ma dal clima che si è instaurato. E allora dobbiamo fare il nostro: come edicolanti», ristabilire - anche se con dinamiche diverse - quei piccoli e grandi appuntamenti quotidiani soprattutto per gli anziani, per i più fragili. Per coloro i quali scendere di casa al mattino, andare in edicola a comprare Il Messaggero, «Rappresentava una parte importante della giornata». Che ora non viene meno anche se vestita di una nuova forma. 

«UN BENEFICIO PER LA MENTE»
«Già da 3-4 anni mi occupo di consegnare il giornale a casa - aggiunge Massimo Milli dalla sua edicola in via Tenuta di Torrenova - per i clienti fissi che non potevano muoversi. Ora la lista cresce, mi occupo io personalmente di portare il quotidiano a domicilio, cercando di rispondere a tutte le richieste che vengono da un territorio con molti quartieri sparpagliati». Gli utenti possono scorrere l’elenco (a fianco o consultare il sito ilmessaggero.it) e trovare l’edicola più a portata di mano che si mette in moto e consegna - senza nessun costo aggiuntivo - Il Messaggero a casa. «Perché lo faccio? - domanda Massimo concludendo - Per uno spirito di sopravvivenza perché in questo periodo di grande difficoltà, personale e collettiva, leggere è un beneficio per la mente ed è molto d’aiuto soprattutto a quelle persone che vivono da sole». 
Ultimo aggiornamento: Domenica 29 Marzo 2020, 20:00
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