Superbonus 110%, stretta dal 7 febbraio: il credito fiscale può essere ceduto una sola volta. Via alle comunicazioni via web

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Arriva la nuova stretta anti-truffa sul superbonus 110% con il divieto di cessione multipla dei relativi crediti d’imposta. A partire dal 7 febbraio, secondo quanto stabilito dal Decreto Sostegni-ter i contribuenti potranno continuare ad avere lo sconto in fattura da parte delle imprese. Ma le imprese potranno cedere quei crediti solo alle banche. Non potranno cioè, esserci più passaggi intermedi o giri senza fine di questi crediti da un cassetto fiscale ad un altro.

Non solo. Le cessioni effettuate fino al prossimo 7 febbraio potranno essere oggetto soltanto di un altro passaggio. Oggi chi effettua una ristrutturazione utilizzando uno dei bonus messi a disposizione dal governo, può optare per uno sconto in fattura da parte della ditta esecutrice dei lavori. La ditta, a sua volta, può cedere il credito ad altre imprese o alle banche. Chi riceve il credito fiscale, può a sua volta cederlo, senza nessun limite. Proprio qui si inserisce la norma approvata ieri in consiglio dei ministriassaggio. Altrimenti saranno nulle. Finora chi effettuava una ristrutturazione utilizzando uno dei bonus messi a disposizione dal governo, poteva optare per uno sconto in fattura da parte della ditta esecutrice dei lavori. La ditta, a sua volta, poteva cedere il credito ad altre imprese o alle banche. Chi riceveva il credito fiscale, poteva a sua volta cederlo, senza nessun limite. Proprio qui si inserisce la norma approvata.

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I rischi

La stretta non convince per niente associazioni del settore e alcuni partiti. Per l’Ance le norme sono «un’ipoteca sui cantieri». I nuovi vincoli alla cessione dei crediti «avranno un impatto pesantissimo sui lavori in corso, con il rischio di creare migliaia di contenziosi e di bloccare interventi già avviati con gravi ripercussioni sociali ed economiche», avverte il Presidente dell’Associazione nazionale costruttori, Gabriele Buia. Esprime «rammarico» l’Abi. I «forti vincoli» introdotti dal Decreto, «anche con effetti retroattivi, creano incertezza anche sui contratti già stipulati», sottolinea il direttore generale dell’Associazione bancaria, Giovanni Sabatini. Mentre Confartigianato ha scritto direttamente al premier Draghi, chiedendo lo stralcio dell’articolo 28. Dubbi anche dal dossier del Servizio Bilancio del Senato dedicato al decreto. La stretta sulla cessione del credito del Superbonus e dei bonus edilizi prevista dal dl Sostegni-ter, è scritto, «potrebbe costituire una misura efficace per il contrasto alle frodi. Tuttavia, la restrizione introdotta appare altresì suscettibile di ridurre in modo significativo, per la sua portata rispetto alla disciplina previgente, le concrete possibilità di accesso al finanziamento degli interventi agevolati, attraverso lo strumento delle cessioni del credito; la qual cosa potrebbe dar luogo a ricadute in ordine all’entità degli investimenti futuri nel settore».

Comunicazione via web

Intanto l’Agenzia delle Entrate Entrate ha annunciato l’apertura del canale web dal 4 febbraio per l’invio delle comunicazioni per le nuove cessioni. Una delle novità che l’Agenzia delle entrate ha riassunto in una serie di faq pubblicate sul sito in risposta ai dubbi sui termini di applicazione. Tra le altre vanno ricordate niente asseverazione per la cessione del credito per le spese di edilizia libera sostenute nel 2021. Visto di conformità detraibile e tutti i prezzari utilizzabili anche in riferimento alle spese del passato.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 3 Febbraio 2022, 22:14
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