S&P conferma il rating dell'Italia a BBB: «Outlook stabile»

S&P conferma il rating dell'Italia a BBB: «Outlook stabile»

Standard&Poor's mantiene invariato a BBB il rating dell'Italia, confermando anche la prospettiva sul merito di credito a “stabile”. È quanto emerge dalle tabelle pubblicate sul sito dell'agenzia di rating, secondo cui il Pil italiano crescerà del 4,7% nel 2021 e del 4,2% nel 2022. Il deficit si attesterà all'11,6% del Pil quest'anno, con un debito al 149%.

 

La ripresa economica italiana accelera nella seconda parte dell'anno grazie al piano di vaccinazioni: il pil dovrebbe così chiudere il 2021 in crescita del 4,7% nonostante le restrizioni imposte agli inizi di aprile per contenere l'aumento dei casi di Covid. Nel 2022 l'economia è attesa crescere +4,2%. Sono le previsioni di S&P, che stima un debito in aumento quest'anno al 149% «prima di stabilizzarsi a circa il 147% nel 2022». Il deficit è invece previsto all'11,6%.

 

Confermando il rating BBB per l'Italia e l'outlook stabile, S&P spiega come le sue previsioni di crescita sono «conservative» perché riflettono l'ipotesi che il governo assorba solo il 50% dei fondi europei disponibili con un ritardo di sei mesi. Nello scattare la fotografia dell'Italia l'agenzia di rating osserva come il rischio di lungo termine per la sostenibilità del debito dell'Italia resti «il basso potenziale di crescita» insieme alla «stagnazione della produttiva del lavoro nell'ultimo decennio».

 

In ogni caso anche se il debito continua a salire, le spese per gli interessi continuano a calare grazie alle misure della Bce. «È ancora troppo presto per trarre chiare conclusioni sull'influenza della pandemia sulla struttura economica dell'Italia», aggiunge S&P notando come il Covid sembra comunque aver dato una spinta alla digitalizzazione.

 

«Il governo Draghi propone di investire» parte dei fondi europei per «digitalizzare i servizi pubblici, le piccole e medie imprese, la banca larga, il 5G e le infrastrutture satellitari». S&P spiega che potrebbe tagliare il rating nel caso in cui la crescita economica non si materializzasse o se gli stati europei bloccassero i trasferimenti previsti in base al programma Next Generation EU. «Potremmo alzare il rating se la performance dell'economia italiana sarà migliore delle attuali stime, per esempio tramite l'implementazione di riforme strutturali pro-crescita e di bilancio, e l'uso efficace» delle risorse europee. 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Aprile 2021, 23:11
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