Reddito di cittadinanza, via ai controlli: a rischio quasi uno su tre

di Francesco Bisozzi
Il reddito di cittadinanza entra nella fase due. Al via i controlli dell’Inps su 853.521 domande: a tanto ammontano le richieste per il sussidio presentate a marzo. Ma quelle inoltrate tramite gli uffici postali o il canale online, per le quali non è prevista una scrematura alla fonte, sono a rischio stop: in tutto sono 253 mila (di cui 30.521 sono state trasmesse via web). Al contrario, le richieste già “bollinate” dai Caf, attorno alle 600 mila, sono sicure di passare. I centri di assistenza fiscale le hanno trasmesse all’Inps lunedì scorso, dopo aver sottoposto i richiedenti a un’analisi preliminare dei requisiti, perciò a meno di sorprese non dovrebbero incontrare ulteriori ostacoli lungo la strada. Entusiasta il leader del M5S Luigi Di Maio: «Significa che abbiamo risposto a una reale esigenza del Paese». Le adesioni, però, risultano inferiori alle attese. La prima erogazione del bonus è prevista entro la fine di aprile. Le domande presentate nell’ultima settimana di marzo, al contrario, rischiano di finire in lista d’attesa e di non ottenere il saldo ad aprile come sperato, complici i tempi di trasmissione dei moduli per la richiesta e la durata dei controlli. In una circolare datata 20 marzo, l’Inps ha precisato infatti che gli intermediari hanno dieci giorni di tempo per inviare all’istituto i moduli compilati dai cittadini e che le verifiche sull’idoneità al sussidio saranno completate entro la fine del mese successivo alla trasmissione della domanda


I TEMPI
Dunque, presumibilmente, le richieste presentate nei Caf dopo il 25 marzo affluiranno sulla piattaforma dell’istituto di previdenza sociale solo la prossima settimana. Risultato? I ritardatari dell’ultimo minuto riceveranno la card (e il bonus) a maggio, sempre a patto che risultino idonei. L’Inps ha fatto sapere in precedenza che comunicherà i primi verdetti entro il 15 aprile. In caso di disco verde, nei giorni successivi sarà possibile ritirare la card. Ma i controlli sulle domande per il reddito di cittadinanza saranno a due velocità. Le domande inoltrate tramite gli uffici postali o via web richiederanno controlli più approfonditi, considerato che le informazioni rilasciate dai cittadini al momento della presentazione della richiesta sono tutte da verificare, attraverso l’incrocio delle banche dati pubbliche coinvolte. Diverso il discorso per le richieste avanzate nei Caf, dove vi è una sorta di check-in: i Caf hanno accesso ai valori Isee e prima di accettare la domanda possono verificare che il cittadino sia effettivamente in possesso dei principali requisiti richiesti per avere diritto al bonus.

IL BILANCIO
A un mese dall’avvio della fase di erogazione del reddito di cittadinanza, per il sussidio dei Cinquestelle è tempo di bilanci. Le richieste di adesione, al di sotto del milione, risultano inferiori alle attese: si è fatto avanti a marzo il 68 per cento degli aventi diritto (il 9% sono stranieri). A Napoli, per esempio, dove si è registrato il record di richieste (a quota 68.170 secondo i dati in possesso della locale direzione metropolitana dell’Inps), ha presentato la domanda per il sussidio un beneficiario su quattro, considerato che sono in tutto 260 mila i nuclei potenzialmente interessati dalla misura. A Roma, dove la misura interesserebbe una platea potenziale di 54 mila persone secondo una stima della Regione, da un’elaborazione statistica della Consulta dei Caf è emerso che finora a fare da traino sono state soprattutto le donne (il 58 per cento delle domande è rosa). Il bonus stenta a decollare in alcune aree del Paese: anche in Puglia, dove le domande presentate a Poste Italiane sono state poco più di dodicimila, o in Veneto, dove si è fatto avanti solo un quinto dei potenziali beneficiari. La platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, stando alla relazione tecnica della Ragioneria dello Stato, dovrebbe accogliere su scala nazionale circa 1.3 milioni di famiglie (4 milioni di persone in tutto) se come previsto dalla Rgs aderirà al beneficio l’85 per cento dei nuclei potenziali. Il neo presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, aveva già messo le mani avanti nei giorni scorsi. «Simili misure di contrasto alla povertà in Francia e in Germania hanno riscosso tra il 40 e il 60 per cento delle adesioni sul totale», ha affermato nel corso di un seminario delle Acli sul welfare.
 
Domenica 31 Marzo 2019, 08:53
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