Reddito di cittadinanza, il 60% va al Sud: respinte 3 domande su 10

di Giusy Franzese
Quasi un milione di domande accolte. Per la precisione 960.007 nuclei familiari, per un totale di due milioni e 348.423 persone. E altre 91.000 richieste sono in lavorazione: eccoli i numeri aggiornati al 4 settembre forniti dall'Inps sui percettori del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza. Stanno ricevendo in media (a nucleo) 481 euro al mese, una cifra che forse aiuta a sopravvivere. La neoministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, esulta: «Sapere che 2,4 milioni di persone non vivono più sotto la soglia di povertà è per noi motivo di grande soddisfazione».

Reddito di cittadinanza, accolte 960mila domande: importo medio 481 euro

Gli altri rappresentanti del Movimento Cinquestelle, che su questo provvedimento ha puntato gran parte delle fiches, esagerano e parlano di «misura storica». In realtà solo quando la seconda parte della misura finalmente inizierà a girare (la ricerca di un posto di lavoro) facendo passare i beneficiari da semplici sussidiati a lavoratori in grado di sostenere la propria famiglia, si potrà parlare di provvedimento non solo assistenziale e di misura diversa da quelle che l'hanno preceduta.
 


La platea dei beneficiari al momento è inferiore alle attese. Se il trend resta questo, a fine anno si potrebbe avere un risparmio di circa due miliardi rispetto ai 5,6 stanziati per il 2019.

Intanto i dati dell'osservatorio Inps ci aiutano a capire qualcosa di più. C'è un dato importante da segnalare: complessivamente le richieste sono state molte di più, quasi un milione e mezzo, ma oltre quattrocentomila (409.644, il 28% del totale) sono state respinte. Il che significa che i controlli a monte funzionano, e questo è una cosa positiva. Ma significa anche che i furbetti in Italia continuano ad essere tanti. Quindi è bene non mollare la presa sui controlli a valle, evitando che alla fine il sussidio vada ad alimentare il lavoro nero.

L'importo di 481 euro a famiglia, come detto, è una media. In tanti (208.974 nuclei, il 21% del totale) ricevono meno di duecento euro al mese. Per la metà circa sono single, ma ci sono anche famiglie numerose (6.421 nuclei con oltre 6 componenti, 10.80 con cinque componenti, oltre ventimila con quattro. All'opposto ci sono 5.131 famiglie, il 4% del totale (quasi tutte dai 4 componenti in su) che ricevono il sussidio massimo di oltre 1200 euro al mese. Altri 33.241 nuclei familiari sono nella fascia tra i mille e i milleduecento euro. Il gruppo più numeroso (circa 450.000 famiglie, il 46,8% del totale) prende un assegno tra i 400 e gli 800 euro al mese.

LA MAPPA
Sono soprattutto gli abitanti delle regioni meridionali a fruire del sussidio, quasi seicentomila nuclei, oltre il 60% del totale. Campania (19% del totale) e Sicilia (17%) svettano, con Napoli che da sola ha un numero di famiglie beneficiarie (108.916) pari a quelle di Lombardia (80.543) e Veneto (29.440). A queste due regioni spetta anche il podio per le domande respinte: rispettivamente il 13,9% e l'11,8%. Vivono nelle regioni del centro Italia il 15,3% dei beneficiari del reddito (147.000 famiglie, quasi la metà - oltre 85.000 di cui 58.000 solo a Roma - nel Lazio). Che la ricchezza si concentra nel Nord è noto, e anche questo dato lo dimostra: solo un quarto del totale dei beneficiari (il 24,4%, 235.000 famiglie) vive nelle regioni settentrionali , con la Lombardia che traina (oltre 80.000). Per la stragrande maggioranza si tratta di famiglie italiane, solo poco più del 5% sono nuclei extracomunitari. I dati dell'osservatorio Inps ci forniscono anche un'altra fotografia che va ad integrare la mappa della povertà in Italia: la presenza di minori. Ebbene, sono quasi 350.000 le famiglie dove ci sono bambini o comunque adolescenti under 18. E in duecentomila nuclei la povertà riguarda anche persone disabili.
Martedì 17 Settembre 2019, 10:37
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