Reddito di cittadinanza, multe più salate per chi impiega in nero familiare di un titolare del sussidio

Reddito di cittadinanza, il governo rosso-giallo prepara qualche correttivo e una nuova stretta sui furbetti. Intanto anche per i datori di lavoro che impiegano senza contratto persone che hanno in famiglia beneficiari del sussidio si prevedono multe salate. In particolare, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, le aziende che impiegano in nero soggetti che abbiano all'interno nel nucleo familiare qualcuno che percepisce il reddito di cittadinanza rischiano sanzioni fino a poco meno di 50mila euro. 

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La stretta varata dall’Ufficio ispettorato del lavoro e dalla Guardia di finanza per prevenire le frodi prevede che si applichi l'aggravante già prevista per l’impiego senza contratto di lavoratori stranieri (sanzione aumentata del 20%). Dalle verifiche della Guardia di Finanza su un bacino ristretto di beneficiare del Reddito, riferisce ancora il quotidiano economico, è emerso che il 60-70% circa dei soggetti percettori del bonus non aveva diritto ad averlo.

 


Intanto per motivare i percettori del bonus a cercare attivamente un lavoro non è escluso che vengano inasprite le sanzioni nei confronti di coloro che in seguito all'avvio del percorso di reinserimento occupazionale non parteciperanno agli incontri di orientamento e ai progetti indicati dagli operatori dei centri per l'impiego. E' possibile che la revoca del beneficio venga anticipata: oggi a chi diserta senza giustificato motivo le iniziative per l'inserimento lavorativo viene sospesa l'erogazione del bonus, ma è solo al terzo appuntamento mancato che la card viene definitivamente disattivata. Lo stop potrebbe arrivare già se si salta il secondo appuntamento. Si ragiona anche sulla possibilità d'introdurre pene più severe nei confronti di chi lavora in nero.

 
 


Allo scopo di perfezionare la misura non è escluso poi che vengano intensificati i controlli anti-furbetti. È emerso per esempio che nelle regioni del Sud le domande respinte sul totale di quelle presentate sono molto meno che a Nord. In Campania ne sono state rifiutate finora 56 mila su 251 mila, ovvero circa 1 su 5, mentre in Lombardia le richieste di adesione respinte sono al momento 49 mila su un totale di 143 mila, circa un terzo. Il timore è che nel Meridione i controlli degli uffici dell'Inps si stiano rivelando meno efficaci. Da qui l'esigenza di stringere sui controlli.
 
Martedì 24 Settembre 2019, 16:29
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