Italia in recessione, Alberto Mattiacci: «Ma l'economia reale sta meglio di quanto sembra»
di Mario Fabbroni

Italia in recessione, Alberto Mattiacci: «Ma l'economia reale sta meglio di quanto sembra»

Alberto Mattiacci, docente a La Sapienza e direttore dell'Eurispes: la fotografia del 2018 fatta dal vostro istituto conferma un Paese sull'orlo della recessione?
«In base ai dati ufficiali, è così. Tuttavia non mi sento di condividere appieno questa visione. L'economia reale è diversa da quella che viene disegnata dagli indicatori tradizionali. È come se ad un miope che ha 5 gradi di diottrie, vengono messi occhiali tarati solo su 3 diottrie: la visione della realtà c'è lo stesso, ma quei due gradi mancanti non consentono di mettere perfettamente a fuoco la situazione. L'Italia si basa su un Pil complesso, direi suddiviso in tre grandi filoni: quello ufficiale, quello del sommerso e l'enorme giro d'affari generato dalle organizzazioni malavitose».
Tradotto in numeri?
«Secondo le rilevazioni dell'Eurispes, un italiano su 5 lavora senza contratto: cioé guadagna cifre che non vengono contabilizzate ufficialmente. Questo perché la reattività dell'economia sommersa si muove molto più velocemente di quella ufficiale, bloccata da norme e paletti».
Il Pil reale è diverso da quello descritto?
«Esatto. L'economia del Paese è diventata un'altra cosa, è soprattutto un'economia finanziaria: che oramai vale 12 volte quella ufficiale. Basti pensare alle conseguenze causate da derivati, debito pubblico, oscillazioni delle Borse, mercati, spread. Importanti allora sono le aspettative».
Gli italiani cosa vogliono?
«Essere rassicurati. Si sono arrabbiati, ma non intendono fare ancora i Masaniello. E infatti cresce la fiducia nelle istituzioni». 

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Venerdì 1 Febbraio 2019, 05:01
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