PagoPa e Spid, la rivoluzione fa flop: pagamenti digitali dei servizi pubblici nel caos
di Lorena Loiacono

PagoPa e Spid, la rivoluzione fa flop: pagamenti digitali dei servizi pubblici nel caos

PagoPa, più che semplificazione sembra un percorso ad ostacoli. Con Spid, Cie e PagoPa infatti la digitalizzazione sembra voler avanzare ma la pubblica amministrazione zoppica e così resta al palo. Da ieri, 1 marzo, tutte le amministrazioni e i gestori dei servizi pubblici devono garantire i pagamenti elettronici ai cittadini: vale a dire tramite la piattaforma PagoPa. Un modo semplice per pagare online ad esempio le tasse, le multe e le bollette. Basta un click e si evitano file, attese, fogli da stampare e codici da cercare. Ma in realtà non è così.

 


TROPPI OSTACOLI

 

Meno di 6 enti su 10 dispongono di almeno un servizio attivo con PagoPa. Inoltre per accedere al servizio i cittadini devono avere l'identità digitale Spid o la carta d'identità elettronica Cie e per molti non è così semplice ottenere almeno uno dei due: lo Spid va attivato con procedure poco agevoli ad esempio agli anziani mentre per la Cie molti comuni danno appuntamenti al prossimo anno: praticamente la cara elettronica è un miraggio. La scadenza per gli enti per mettersi in regola con PagoPa è stata prorogata dal 2018, quindi l'attesa va avanti da anni, ma tuttora ci sono molti enti che non hanno rispettato l'obbligo.

 


OBBLIGO NON RISPETTATO

 

La scadenza del 28 febbraio, data in cui le amministrazioni avrebbero dovuto mettersi in regola con PagoPa, non è stata rispettata: «Spiace dire che l'obbligo è stato attuato da circa il 60% delle Amministrazioni - spiega Eugenio Prosperetti, tra i più noti giuristi di Pa digitale - e per lo più si tratta di un'attuazione solo parziale perché solo i principali servizi sono accessibili con ID digitali e non certo tutti i servizi online forniti dall'ente».

 


PAGOPA OFFLINE

 

Tra gli enti inadempienti ci sono anche alcuni grandi comuni come quello della città di Taranto, mentre sono esonerati per ora quelli con meno di 5mila abitanti. Restano inadempienti, inoltre, la maggior parte delle scuole e parte degli ospedali che invece, mettendosi in regola, alleggerirebbero di molto il lavoro degli uffici amministrativi e delle famiglie alle prese con bollettini per le tasse scolastiche e file agli sportelli, nel caso degli ambulatori, per visite mediche o esami diagnostici.

 


PAGO IN UN CLICK

 

Ma c'è anche chi lo sa utilizzare: al primo posto tra i pagamenti effettuati con PagoPa ci sono il bollo Aci, l'Agenzia delle Entrate e l'Inps. Seguono poi gli enti locali, come la Regione Veneto e il Comune di Milano, e diverse Università che hanno aderito, come la Sapienza di Roma.


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Marzo 2021, 08:40
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