Natale, i ristori di dicembre non saranno per tutti: si inizia con bar e ristoranti gli altri a gennaio

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Restrizioni di Natale ma anche ristori immediati. Così ha dichiarato Giuseppe Conte durante la conferenza stampa in cui ha illustrato le nuove regole per i giorni delle festività. Nelle giornate festive e prefestive l'Italia sarà tutta zona rossa e questo comporterà la chiusura di bar e ristoranti h24 presso i quali sarà consentito solo l'asporto ma fino alle 22, ma anche di molti altri negozi.

 

 

Una decisione che graverà sulle entrare di molte attività commerciali che proprio nel periodo natalizio registrano un boom di incassi. Per questo motivo Conte ha parlato di ristori immediati. Gli aiuti per i mancati incassi delle feste, pari a 645 milioni, andranno però subito solo a pochissimi. Nello specifio i primi saranno bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie che potranno avere subito i sussidi, mentre tutti gli altri dovranno aspettare gennaio.

 

 

 

In tutto ci sono 645 milioni a fondo perduto, come indicato dal premier Giuseppe Conte. Nello specifico per il 2020, ci sono 455 milioni, mentre gli altri 190 milioni saranno a disposizione solo nel 2021. Alle attività indicate andranno gli stessi soldi ricevuti con il decreto Rilancio di maggio, quindi si tratta di importi inferiori rispetto a quelli arrivati a partire dalla fine di ottobre con l'ultimo decreto.

 

Quali sono i requisiti per avere i ristori? Le attività dovranno avere la partita Iva attiva, mentre saranno escluse quelle che l’hanno aperta dopo il primo dicembre. I soldi arriveranno solo ai bar, ristoranti e pasticcerie che hanno già ricevuto gli aiuti previsti dal decreto Rilancio. Sarà l'Agenzia delle Entrate a erogare nuovi aiuti accreditandoli sui conti correnti già indicati, ma i tempi di erogazione non sono indicati.

 

Non sono mancate le polemiche a riguardo. Per ora i Ristori riguarderanno solo alcune attività ma a rimanere chiusi saranno anche i negozi e i centri estetici che comunque non avranno alcun ristoro prima di gennaio. Una classe particolaremente colpita dal decreto è anche quella degli albergatori, come comunica Federalberghi. Questo tipo di attività potranno restare aperte nonostante i divieti sugli spostamenti, lo stop agli impianti sciistici e alle terme, oltre all’obbligo del cenone in camera ma l’introduzione dei giorni rossi e arancioni e il blocco della mobilità, potrebber rendere le aperture ancora più precarie.


Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Dicembre 2020, 12:21
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