Multe ai No vax over 50: ecco 100mila sanzioni al giorno. E l'Agenzia delle Entrate lancia l'allarme: «Magazzino ingestibile, troppe cartelle»

Nel magazzino ogni anno entrano 70 miliardi di crediti e ne escono meno di 10 miliardi

Multe ai No vax over 50: ecco 100mila sanzioni al giorno L'Agenzia delle Entrate: «Magazzino ingestibile, troppe cartelle»

Ecco le multe per gli over 50 No vax. Dal ministero della Salute sono stati inviati gli elenchi delle persone che non si sono sottoposte a vaccino. È entrata a regime l'invio da parte dell'Agenzia Entrate-Riscossione delle cartelle esattoriali con la sanzione per i cittadini over 50 No vax che non si sono sottoposti alla vaccinazione anti-Covid. Al momento sarebbero state spedite o sarebbero in via di spedizione anche all'inizio della prossima settimana un primo lotto di circa 600mila "multe".

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Le "lettere" inviate dall'Agenzia Entrate-Riscossione in questi giorni sono al momento delle «comunicazioni di avvio del procedimento sanzionatorio». Quindi non richiedono subito un pagamento. Come previsto dalla legge, invece, il destinatario ha 10 giorni di tempo per comunicare alla propria Asl competente eventuali motivi di esenzione dal vaccino. Superato questo periodo senza aver indicato le ragioni della propria scelta no- vax la normativa prevede che l'Agenzia delle Entrate-Riscossioni invii la sanzione vera e propria di 100 euro entro il termine di 180 giorni, in pratica entro sei mesi.

Troppe cartelle, l'allarme dell'Agenzia delle Entrate

Nei magazzini dell'Agenzia delle Entrate le cartelle non riscosse sono troppe. E il numero non si è fermato, nonostante tentativi come la rottamazione e lo stralcio. Tanto che adesso nel magazzino ogni anno entrano 70 miliardi di crediti e ne escono meno di 10 miliardi. La denuncia è arrivata dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, che ha risposto ai parlamentari della Commissione sul federalismo fiscale: «È dal 2015 che il Parlamento è informato. Un magazzino così non può essere gestito. Si sono fatti dei tentativi con la rottamazione, il saldo e stralcio e altri istituti similari, che non hanno portato però alla sua riduzione. Ogni anno - continua - entrano 70 mld di crediti da riscuotere e ne escono meno di 10 mld di crediti riscossi». Attualmente il magazzino ha circa 130-140 milioni di cartelle con 16 milioni di cittadini iscritti a ruolo. 

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L'ampio spread fra il crediti da riscuotere e la riscossione ottenuta ogni anno, è dovuta - ha spiegato Ruffini - al fatto che il numero del personale preposto non è adeguato a gestire un simile magazzino monstre. L'Ente preposto «è un ente di 8.000 fuzionari, strutturato dalla legge per gestire un magazzino di tre anni - ha detto Ruffini - la disciplina è comune in qualunque paese Occidentale, un magazzino non può essere seriamente maggiore di un periodo di tre anni. La scelta del Parlamento di non rendicontare ha determinato un magazzino di 21 anni e 4 mesi, e questo causa di fatto una ingestibilità del magazzino. Abbiamo 130-140 milioni di cartelle, 240 milioni di crediti da riscuotere circa 16 milioni di cittadini iscritti a ruolo».

Il problema pandemia e la gestione del magazzino

L'aumento del magazzino dei crediti fiscali non riscossi è dovuto anche «alla sospensione della pandemia che ha determinato una sospensione delle attività dell'invio di cartelle e di riscossione negli anni 2020 e 2021. «Il magazzino - ha poi proseguito Ruffini - può essere gestito aumentando i poteri della Riscossione, ma sono scelte del Parlamento, o in un altro modo, cioè intervenendo sul magazzino. Si può anche immaginare una gestione meramente informatica, di fatto così stiamo facendo ora, inviando atti a oltre 16 milioni di cittadini, ma il tema poi è la gestione del contenzioso, perché se paradossalmente i 16 milioni di cittadini facessero tutti ricorso non sarebbe tanto messa in difficoltà l'agenzia delle Entrate-Riscossione, sarebbe messo in difficoltà il sistema della giustizia italiana». 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 7 Aprile 2022, 17:49
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