Juncker da Fazio: Italia indietro, fare la Tav. Sui migranti la Ue aiuta

«In Italia la crescita è in ritardo ma il Paese non è a rischio». Lo dice Juncker intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa dove dice chiaramente anche che la Tav va fatta. 
 
«Penso che l'Italia sappia quali sono i suoi problemi: la crescita in Italia è in ritardo rispetto a quella europea da 20 anni a questa parte ma dire che è un rischio» per l'economia mondiale come ha fatto il Fmi «è un'esagerazione, malgrado il debito pubblico sia preoccupante», sottolinea il presidente della Commissione Ue. Il Fondo Monetario Internazionale ha detto più volte che l'Italia può essere un rischio per l'economia mondiale. Lei condivide?, ha chiesto Fazio a Juncker. «Non andrei così lontano - ha risposto il presidente della Commissione Ue -. Non mi piacciono i discorsi profetici, perché rischiano di avverarsi. Penso che l'Italia sappia quali sono i suoi problemi. La crescita italiana è in ritardo rispetto all'Europa, da vent'anni a questa parte. Bisognerà dunque che l'Italia torni a scoprire gli strumenti che le permetteranno di rilanciare la propria crescita, ma dire che l'Italia costituisce un rischio mi sembra un'esagerazione, anche se i livelli del debito pubblico sono pericolosamente alti. Il 130% è uno dei livelli di debito pubblico più alti al mondo e bisognerà correggerlo, ridurlo».

«Crediamo che la crescita dell'Italia arriverà solo allo 0,2 per cento, cioè zero. Il che vuol dire che i problemi dell'Italia contin
ueranno a crescere», ha detto poi Juncker«Con i nostri amici italiani - ha ricordato Juncker - avevamo un contenzioso, nel corso degli ultimi mesi, relativo al livello della crescita italiana. I livelli annunciati dall'Italia si sono rivelati imprecisi e noi l'avevamo previsto, tutti noi: riteniamo che la crescita arriverà solo allo 0,2%, cioè a zero, è una sorta di stagnazione. Ciò farà sì che i problemi dell'Italia non faranno che crescere. Il governo italiano cerca di prendere provvedimenti che permettano, crede il governo, all'Italia di riprendere a crescere. Voglio crederci, ma non ne sono certo. Bisognerà dunque che siano applicati strumenti che permettano all'Italia di riavviarsi».

«Senza l'Italia, la Germania e la Francia non esisterebbero. Ho sempre pensato che senza il motore franco-tedesco, che ogni tanto tossisce, l'Europa non possa costituirsi. Se la Germania e la Francia si ritenessero capaci di costruire l'Europa da sole, ebbene non funzionerebbe, ci vogliono anche le mani piccole, e le mani degli italiani sono assai grandi», ha risposto alla domanda se secondo lui il peso decisionale di Francia e Germania sulle scelte europee non fosse eccessivo.


La Tav. Sulla Tav Juncker è stato netto: «L'Ue concede circa 888 milioni di euro per cofinanziare il progetto della Torino-Lione. Sono stati già impegnati alcuni crediti e io desidererei che la Tav si facesse. È importante per ragioni economiche, sociali e ambientali. Ne vale la pena». «Sto studiando questo fascicolo, che è assai interessante - ha spiegato Juncker -. L'Europa, l'Unione europea, concede 888 milioni circa di euro per cofinanziare questo progetto. Sono stati già impegnati alcuni crediti e desidererei che la costruzione di questa galleria si facesse, è assai importante per ragioni economiche, per ragioni sociali, e per ragioni ambientali. Nel 2010, solo l'8,8% delle merci sono state trasportate su ferro. Se questa galleria si costruisse, visto che è l'anello mancante tra Portogallo e Ungheria, il 40% delle merci sarebbero trasportate su ferro. Vale la pena fare questa galleria».

Via della Seta. «Sono favorevole a questa nuova Via della Seta. È un progetto ampio che permette di cadere l'uno nelle braccia dell'altro». «Non mi piace che i singoli europei sottoscrivano contratti individuali con la Cina, ma in quello fatto dall'Italia con la Cina non vedo alcun pericolo grave», ha aggiunto Juncker. Il presidente della Commissione Ue - che ha recentemente incontrato il leader cinese Xi Jinping insieme ad Emmanuel Macron e ad Angela Merkel - ha spiegato di essere favorevole al nuovo accordo siglato tra Roma e Pechino perchè «si tratta - ha detto - di un progetto assai ampio che permette all'Asia e all'Europa di cadere l'una nelle braccia dell'altra; si tratta di un bel progetto, un progetto che avvicina gli asiatici agli europei». «Ciò che non mi piace tanto - ha aggiunto - è che i Paesi europei, singolarmente, sottoscrivano contratti individuali con la Cina. Ma in quello che l'Italia ha fatto con la Cina non vedo alcun pericolo grave».

Migranti. Sul tema dei migranti, «noi della Commissione abbiamo aiutato molto l'Italia. A noi non piace tanto che l'Italia dica 'quelli parlano, parole, parole, e non fanno nullà. Non è vero!», ha affermato Juncker. «In termini finanziari, abbiamo appoggiato ampiamente l'Italia per almeno un miliardo di euro, non di lire eh! Un miliardo di euro! Così l'Italia che è stata alle prese con questo flusso massiccio di rifugiati ha potuto avvantaggiarsi della solidarietà europea, che è stata forse insufficiente, ma entro le possibilità di bilancio che abbiamo avuto, abbiamo fatto tutto il possibile», ha detto ancora.

Xenofobia. «Questa noncuranza con cui in Europa si praticano idee di xenofobia, questa mancanza di rispetto con cui si trattano coloro i quali giungono da più lontano, mi preoccupa moltissimo. L'Europa è in primo luogo una costruzione di pace e subito dopo di democrazia», ha detto Jean-Claude Juncker. «L'Europa - ha aggiunto - deve a sé stessa di lottare contro tutte queste insidie e queste iniziative dannose che lei descrive. Io credo all'Europa perché non voglio quelle altre cose».


Domenica 31 Marzo 2019, 20:48
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