Generali, Caltagirone: «Con noi tutti i soci italiani. Continuerò a operare per il cambiamento»

Generali, Caltagirone: «Con noi tutti i soci italiani. Continuerò a operare per il cambiamento»

«Sono convinto che Generali possa essere migliore e possa crescere molto. Per questo il mio gruppo ha presentato una lista che ha avuto il 42% dei voti, tutti gli italiani sono con noi senza eccezioni e sono tutti soci stabili. Soci che vogliono che Generali rimanga una società radicata in Italia e legata all'Italia». Così Francesco Gaetano Caltagirone ha commentato l'esito dell'assemblea dei soci Generali che ha confermato l'amministraztore delegato uscente Philippe Donnet per un altro triennio. 

 

«Chi è socio stabile vuole che insieme al grano che si semina ad ottobre e si raccoglie a giugno, si pianti l'albero che darà frutto negli anni», ha proseguito l'imprenditore. Caltagirone, nel ringraziare «chi ci ha sostenuto e supportato votandoci», ha evidenziato che «sono mancati i voti dei soci stranieri più lontani dalla realtà italiana, che credo non abbiano pienamente percepito quanto sia necessario il cambiamento per una società forte a lungo termine che deve rimontare le posizioni perse negli ultimi venti anni».

 

Per questo, ha aggiunto, «fin quando lo riterrò ragionevole, continuerò a operare perché il cambiamento avvenga». «Gli azionisti hanno votato: la maggioranza (oltre il 55%) ha preferito proseguire con Donnet piuttosto che l'alternativa di sviluppo proposta dal mio Gruppo», ha rilevato ancora Caltagirone, dicendosi convinto che Generali crescerà ancora ma anche che «parte del risultato sarà comunque conseguito perché un consiglio di amministrazione eletto dal 55% dei voti non potrà non tenere conto dell'altro 45%».

 

Un cda che vale il 39%

 

Gli azionisti delle Generali ieri hanno approvato il bilancio 2021 e varato la nuova governance per il triennio 2022-2024, in un’assemblea svoltasi per il terzo anno consecutivo alla presenza del rappresentante designato Computershare per le misure restrittive legate al Covid. L’esito finale è una spaccatura dell’azionariato. La lista del cda ispirata da Mediobanca è stata infatti votata in modo preponderante da investitori esteri; la lista Caltagirone registra invece una netta affermazione della componente imprenditoriale italiana. 

 

Della lista presentata da VM 2006 srl (Caltagirone) sono stati eletti tre consiglieri: Francesco Gaetano Caltagirone, l’economista ed esperta di corporate governance Marina Brogi, l’imprenditore-manager, vicepresidente esecutivo-socio di Italo, fondatore-azionista di Itabus ed ex dg di Rai, ex ad di Terna e di Tim Flavio Cattaneo, già consigliere indipendente di Trieste dal 2014 al 2016.

 

Commentando l’esito della votazione, Caltagirone nel ringraziare «chi ci ha sostenuto e supportato votandoci», ha evidenziato che «sono mancati i voti dei soci stranieri più lontani dalla realtà italiana, che credo non abbiano pienamente percepito quanto sia necessario il cambiamento per una società forte a lungo termine che deve rimontare le posizioni perse negli ultimi venti anni». 

 

La lista Caltagirone aveva come candidato presidente Claudio Costamagna e indicava come capo azienda Luciano Cirinà. «Ringrazio di cuore tutti quanti ci hanno sostenuto, cui abbiamo mostrato un percorso alternativo di crescita ricevendo un consenso enorme», ha dichiarato Cirinà in una nota. «Ringrazio altresì il Cavaliere Caltagirone per la fiducia che mi ha dimostrato proponendo la mia candidatura. Adesso - conclude il manager, ex uomo di punta della compagnia nell’Est Europa - è il momento per il Leone di proseguire, sperando che i nostri suggerimenti possano dare anche qualche ispirazione al management nel bene comune di tutti gli azionisti e dei dipendenti».

 

Nuovo presidente del Leone è dunque Andrea Sironi, 58 anni, milanese, vicepresidente della Bocconi. Alla guida come ad è stato confermato Philippe Donnet, entrambi indicati dalla lista del cda che ha ottenuto il 55% del capitale presente (il 39,2% del capitale sociale). I soli soci italiani a favore di Sironi e Donnet sono stati Mediobanca con 17,19%, di cui il 4,42% del prestito-titoli, e Dea Capital che ha esercitato i diritti di voto sull’1,4% già venduto. «Il mio impegno come presidente sarà di fare il possibile per rappresentare tutti gli stakeholders di Generali: il mio unico riferimento sarà il bene della società e la sua sostenibilità». La lista Caltagirone invece, ha riscosso il 42% del capitale presente e il 29,4% del capitale sociale, avendo raccolto il sostegno della Delfin di Leonardo Del Vecchio, attestatasi al 9,82%, dietro a VM 2006 srl con il 9,95%, poi Schemaquarantatrè dei Benetton salito al 4,75% e molti imprenditori, casse di previdenza, fondazioni e famiglie italiane.


Ultimo aggiornamento: Sabato 30 Aprile 2022, 20:28
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