Mosca taglia il gas anche all’Italia, flusso ridotto del 15%

Lo temevamo dal 24 febbraio, giorno dell’invasione dell’Ucraina. Ora è successo: la Russia ha tagliato il gas anche all’Italia. Il 15%, una percentuale che possiamo reggere, per ora. Il taglio è più netto per la Germania: 40% lunedì, 33% ieri. Putin passa al contrattacco nella guerra del gas con l’Ue e in 48 ore ha inflitto una netta sforbiciata ai flussi.

Nel caso tedesco, Gazprom parla di problemi tecnici, nella comunicazione di ieri all’Eni invece non c’è uno straccio di spiegazione. Bruxelles e Palazzo Chigi sottolineano come al momento non ci sia alcun allarme sull’approvvigionamento energetico, ma oggi, a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea, una riunione tecnica farà il punto sulla situazione. Per i tedeschi si tratta di «una mossa politica», che non a caso arriva alla vigilia della missione di Draghi, Scholz e Macron a Kiev. Ieri mattina il colosso energetico russo ha comunicato all’Eni «una limitata riduzione delle forniture di gas per la giornata di oggi, pari a circa il 15%». Poche ore più tardi è toccato nuovamente alla Germania: Gazprom ha annunciato che interromperà il funzionamento di un’altra turbina lungo Nord Stream, riducendo il volume delle forniture di gas a 67 milioni di metri cubi al giorno, tagliando quindi un altro 33%. «Ma la Germania non ha problemi di approvvigionamenti» ha assicurato il vice cancelliere Robert Habeck.

Rassicurazioni simili sono arrivate dal governo italiano. «L’andamento dei flussi di gas è costantemente monitorato e al momento non si riscontrano criticità», ha spiegato il titolare del Mite, Roberto Cingolani. E anche l’ad di Italgas, Paolo Gallo, ha mostrato prudenza. «L’elemento positivo è che il livello di stoccaggio è elevato e stiamo proseguendo con il riempimento». Gli stock comuni europei in vista dell’inverno al momento ruotano attorno al 52-53%, ad un livello «superiore al punto al quale eravamo l’anno scorso in questo momento», hanno spiegato dalla Commissione. Ma a Bruxelles ormai sono certi che la Russia stia accelerando nell’attuazione del ricatto energetico contro l’Ue. Ricatto che ha un duplice obiettivo: costringere l’Europa ad una corsa affannosa verso altri fornitori e alzare ulteriormente i prezzi dell’energia. L’annuncio di Gazprom ha infatti inflitto una nuova impennata al contratto di riferimento del gas europeo trattato ad Amsterdam e balzato ad oltre 120 euro al MWh, ritornando ai livelli del 30 marzo scorso.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Giugno 2022, 07:24
© RIPRODUZIONE RISERVATA