Fisco, il 730 un mese dopo per evitare l’ingorgo dei Caf, la nuova scadenza e le detrazioni

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di Michele Di Branco

Più tempo per presentare il modello 730. Governo pronto a rinviare, dal 30 settembre al 31 ottobre prossimo, i termini relativi alla dichiarazione che riguarda circa 18 milioni di contribuenti, lavoratori dipendenti e pensionati. La scelta dell’esecutivo, suggerita da ampi settori della maggioranza, rientra nel quadro della politica di alleggerimento degli obblighi fiscali che si è resa necessaria a causa dell’emergenza Covid. Non solo: quest’anno Caf e intermediari saranno alle prese con l’introduzione dell’assegno unico per i figli, una riforma che comporta ulteriori impegni per chi deve occuparsi delle dichiarazioni e dei calcoli delle detrazioni.


I TEMPI
Dunque la scadenza del 30 settembre, che da un paio d’anni ha sostituito quella tradizionale e più ravvicinata di luglio, slitterà ulteriormente in avanti di un mese. I contribuenti interessati potranno decidere in autonomia come muoversi, naturalmente ricordando che i tempi di presentazione della dichiarazione sono connessi a quelli del possibile rimborso riconosciuto attraverso il datore di lavoro o l’ente previdenziale. Già dallo scorso 19 maggio è possibile inviarla all’Agenzia delle Entrate, ottenendo l’eventuale accredito nello stipendio già con la mensilità di luglio. Chiaramente invece in caso di dichiarazione presentata a ottobre il rimborso - se dovuto - non potrà avvenire prima di novembre.


Lo slittamento dei termini di presentazione del 730 (attraverso la precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate che può essere usata anche con il canale “fai da te”) è in qualche modo collegata al rinvio dei versamenti Irpef del saldo 2019 e dell’acconto 2020 che, norme alla mano, dovranno essere effettuati entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio, maggiorando gli importi da versare dello 0,40%. Il governo ha ormai deciso di posticipare i termini dei versamenti almeno al 20 luglio prossimo.


IL DECRETO
Il decreto, che riguarda le 3,6 milioni di partite Iva, è già pronto e sarà licenziato nei prossimi giorni. In un primo tempo si era pensato ad uno slittamento a fine settembre, ma entro 27 di quel mese il governo deve presentare al parlamento la Nadef, il documento di economia e finanza fulcro che disegna il quadro di riferimento del Paese e che fa da piattaforma per la legge di Bilancio di fine anno. Senza i dati sul gettito Irpef quel documento fondamentale risulterebbe incompleto e impreciso. Un rischio che il tandem Palazzo Chigi-Tesoro vuole assolutamente evitare. 
Un altro possibile slittamento è stato richiesto dai commercialisti che, nei giorni scorsi, avevano ricordato che la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 «è un adempimento preventivo necessario per la presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto perequativo». In pratica le partite Iva che vogliono ottenere l’ulteriore contributo legato alla perdita effettiva (invece che al fatturato) dovrebbero presentare la propria dichiarazione (Modello Redditi) entro il 10 settembre: termine giudicato troppo anticipato dagli intermediari.
 


Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Giugno 2021, 12:27
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