Decreto ristori bis, un miliardo in più a fondo perduto. Le misure in 33 articoli

Decreto ristori bis, un miliardo in più a fondo perduto. Le misure in 33 articoli

In arrivo il decreto Ristori bis: il provvedimento, i cui contenuti sono stati anticipati in queste ore dall'agenzia ANSA, è stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, è composto da 33 articoli. Il decreto sarà trasmesso al Quirinale per la firma e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 

 

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Il dl ristori include nella sua versione definitiva alcune misure per i precari dello sport. In particolare si consente di utilizzare i risparmi nell'erogazione delle precedenti indennità per i lavoratori sportivi per finanziare il nuovo bonus da 800 euro anche per i contratti scaduti e non rinnovati fino al 30 ottobre.

 

Inoltre è previsto un fondo di 340 milioni nel 2020 e 70 milioni nel 2021 per aiutare ulteriori attività se ci saranno nuove zone arancioni o rosse. Il provvedimento stanzia circa 1 miliardo per i contributi a fondo perduto ai nuovi codici Ateco aggiunti alla lista del Ristori 1 le nuove categorie coinvolte dalla stretta anti-Covid. Altri 280 milioni vengono stanziati nel 2021 per i ristori delle attività nei centri commerciali e per la filiera alimentare.

 

Stanziati anche 234 milioni nel 2020 (e 78 nel 2021) per il credito d'imposta sugli affitti, 38 milioni per il ristoro ai Comuni per l'estensione della cancellazione dell'Imu, e 35,8 milioni per la sospensione delle tasse per gli Isa e circa mezzo miliardo per lo stop ai versamenti di novembre. 

 

IVA SOSPESA PER HOTEL E TOUR OPERATOR IN ZONE ROSSE Versamenti di Iva e ritenute in scadenza a metà novembre sospesi anche per alberghi, agenzie di viaggio e tour operator delle zone rosse, anche se queste attività non vengono esplicitamente chiuse dal Dpcm: la misura complessivamente vale 549 milioni. Rispetto alla prima versione delle bozze, la norma definitiva include anche bar e ristoranti delle zone arancioni e rosse tra le attività a cui si applica la sospensione. Confermato lo stop dei versamenti (che riguarda anche le trattenute per le addizionali regionali e comunali per chi è sostituto d'imposta) per le attività sospese a livello nazionale e per tutte quelle costrette a chiudere in zona rossa secondo la nuova lista di codici Ateco (57 categorie, dai negozi agli estetisti).

 

UNA TANTUM A STRUTTURE SANITA' Un contributo «una tantum» alle strutture sanitarie private e accreditate con il Servizio sanitario nazionale anche se hanno fatto meno visite, esami o interventi di quanto previsto dai contratti di convenzione perché le Regioni hanno sospeso «le attività ordinarie». Il provvedimento consente in questi casi alle Regioni di erogare comunque fino al 90% del budget assegnato alla singola struttura per il 2020. SI tratta quindi di un contributo «legato all'emergenza» che si aggiunge a quanto dovuto per le prestazioni effettivamente effettuate e che servirà al «ristoro dei soli costi fissi comunque sostenuti dalla struttura privata accreditata e rendicontati dalla stessa struttura».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 9 Novembre 2020, 16:42
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