Covid, a rischio la stagione sciistica sulle Alpi

Covid, a rischio la stagione sciistica sulle Alpi

(Teleborsa) - Dopo lo stop decretato lo scorso anno a causa dell'emergenza sanitaria anche la stagione sciistica 2021 potrebbe subire battute d'arresto in alcune località d'Italia. Con una quota di vaccinati del 10% inferiore al resto dell'Italia e un boom di nuovi casi, incrementati di 15 volte in due settimane con numero di ricoveri triplicato, l'Alto Adige inizia a mettere le mani avanti.

"Bolzano è praticamente in zona gialla e il passo verso l'arancione è breve – ha commentato l'assessore alla sanità Thomas Widmann –. La quarta ondata arriva da nord e di certo non si ferma al Brennero. Siamo ad un passo dal deragliamento, anche perché in Alto Adige abbiamo una bassa percentuale di vaccinati". Per salvare la stagione invernale ed evitare la chiusura degli impianti – ha spiegato Widmann – "servono il rispetto delle regole in vigore, più controlli e la terza dose che da oggi sarà accessibile a tutti dopo sei mesi". Widmann si è, inoltre, detto preoccupato per la pressione già alta sugli ospedali a causa della pandemia e dei 700 sanitari sospesi perché non vaccinati. Uno scenario che, con gli impianti aperti a pieno regime e l'ondata di turisti prevista durante le feste, verrebbe aggravato dall'inevitabile incidenza degli infortuni sciistici.

"L'incidenza è più alta nelle regioni del nord, come l'Alto Adige e il Friuli, ma – ha affermato il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher – non solo per questioni climatiche, anche per il basso tasso di immunizzati. Non serve escludere i non vaccinati dal Green pass, se questo non viene controllato". Kompatscher ha spiegato che al momento anche i mercatini di Natale dell'Alto Adige sono osservati speciali e di giorno in giorno viene valutata la situazione e "l'eventuale necessità di limitare il numero di accessi oppure intraprendere altri provvedimenti". La provincia di Bolzano sta, inoltre, verificando la possibilità giuridica di tagliare alcuni sussidi ai sanitari non vaccinati e sospesi dal servizio. "È un controsenso – ha detto Kompatscher – che chi viene sospeso perché non si è fatto vaccinare poi possa compensare, almeno in parte, il mancato reddito con dei sussidi. Comunque viviamo in uno stato di diritto e non siamo una dittatura sanitaria, come alcuni vogliono far credere, per questo gli uffici competenti valutano il da farsi". Lo stesso governatore all'inizio di novembre aveva lanciato un chiaro appello alla vaccinazione: "Non possiamo far altro che mettere a disposizione tutti i sistemi per vaccinarsi e speriamo che ci sia la disponibilità da parte di chi non ha ancora aderito".

Se, da una parte, la regione – con Berlino che sconsiglia i viaggi verso l'Austria e impone una quarantena di dieci giorni per chi rientra in Germania – potrebbe approfittare della valanga di disdette di turisti tedeschi per le vacanze di Natale registrata dai centri sciistici austriaci, dall'altra si fa sempre più concreto il rischio che l'ondata di contagi coinvolga anche le località italiane. In Alta Austria l'incidenza settimanale è a 1.422 e a Salisburgo addirittura a 1.519. L'Alto Adige rispetto all'Austria è messo nettamente meglio, anche se l'incidenza ormai è a 405 e la zona gialla è a un passo.

Per piegare la curva dei contagi nella regione si ipotizza il ritorno delle mascherine all'aperto e le Ffp2 sugli autobus. Da tempo Bolzano si sta, inoltre, impegnando per evitare la chiusura degli impianti di risalita in zona arancione. Lo chiedono anche le altre Regioni con centri sciistici argomentando che lo sci è uno sport individuale all'aperto e dovrebbe essere trattato come tale. La questione attualmente è sul tavolo del Cts ma il problema principale rimane, tuttavia, quello di riuscire a garantire un uso in sicurezza degli impianti di risalita, funivie e ovovie in primis.

Anche in Valle d'Aosta il contagio ha ricominciato a correre, soprattutto tra i giovani. La situazione per il momento resta sotto controllo, le soglie di occupazione dei posti letto ospedalieri e di quelli in terapia intensiva non destano preoccupazioni. Con tali condizioni si spera di poter avviare al meglio la stagione dello sci, la cui apertura – ad eccezione di Cervinia dove si scia già da alcune settimane – è prevista tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Novembre 2021, 20:30
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