Usa, balzo delle richieste di sussidi disoccupazione settimanali a oltre 3 milioni

Usa, balzo delle richieste di sussidi disoccupazione settimanali a oltre 3 milioni

Coronavirus, il mercato del lavoro americano si ferma. Anzi si inchioda mostrando con tutta la sua forza i primi effetti del coronavirus sull'economia. Più di tre milioni di americani hanno chiesto la scorsa settimana i sussidi alla disoccupazione: si tratta di un record storico, mai da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1967 si è assistito a un balzo settimanale di tali dimensioni considerato che la settimana prima le richieste erano a quota 282.000.

Il precedente massimo di 695.000 dell'ottobre del 1982 è quadruplicato con il coronavirus. E impallidisce anche il record delle 665.000 unità registrato nel marzo del 2009, al picco della crisi finanziaria. La Casa Bianca minimizza con il segretario al Tesoro Steven Mnuchin cha parla di dati non rilevanti e rimanda al piano da 2.000 miliardi di dollari di aiuti all'economia approvato in Senato. «L'economia è in salute e tornerà in salute», dice Mnuchin, forte di una crescita del pil americano del 2,1% nel quarto trimestre. Il maxi stimolo licenziato dal Senato va ad aiutare gli americani e le imprese, sia grandi che piccole. E che consente alla Fed di lanciarsi in
una sorta di 'helicopter credit', ovvero credito aperto all'economia. Il piano infatti prevede 457 miliardi di dollari
di rete di protezione per il credito erogato dalla Fed che, secondo alcuni osservatori, si trasforma così da prestatore di ultima istanza per le banche a banca commerciale di ultime istanza per l'intera economia.

Ma al di là dei commenti della Casa Bianca il numero delle richieste di sussidi fa paura. «È disastroso», affermano alcuni analisti. «In pratica è stato spazzato via un anno e mezzo di crescita del mercato del lavoro», aggiungono altri. Wall Street ignora la gelata dell'occupazione e vola, con il Dow Jones che
chiude in rialzo del 6,24% e archivia le ultime tre sedute in aumento del 20%, uscendo in tempo record dal mercato orso. Vola anche il Nasdaq (+5,60%), mentre lo S&P 500 avanza del 6,13% schizzando ai massimi delle ultime due settimane e chiudendo le sue migliore tre giornate dal 1933. Il rally dei listini è dettato dagli investitori che guardano al piano di stimoli in dirittura d'arrivo. Un piano nonostante il quale l'economia americana si contrarrà del 3%, secondo le stime di Fitch che ha confermato la tripla A per gli Stati Uniti con outlook stabile. E un piano che si farà sentire, mette in evidenza l'agenzia di rating, sui conti pubblici. Il debito è atteso salire al 115% del pil quest'anno dal 100% dell'anno scorso, con un deficit federale che schizza al 13% dal 4,6% del 2019.

Il maxi provvedimento contenente gli stimoli dovrebbe essere approvato dalla Camera a maggioranza democratica venerdì. Poi il provvedimento raggiungerà la scrivania di Donald Trump per la scontata firma. Pur promosso in modo bipartisan il maxi piano suscita delle perplessità: potrebbe infatti bastare per alcuni
mesi ma se le chiusure si prolungheranno servirà di più, molto di più.
 
Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Marzo 2020, 23:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA