Coronavirus, Mattiacci: «L’impatto sull'economia ci sarà, l’Italia è come Tyson a 40 anni»
di Alberto Mattiacci

Coronavirus, Mattiacci: «L’impatto sull'economia ci sarà, l’Italia è come Tyson a 40 anni»

Il Coronavirus avrà un impatto negativo sull’economia italiana -e certo non ci voleva. Vediamo di capire dove sta il problema, con l’aiuto di una metafora. L’economia italiana è paragonabile a uno come Mike Tyson che, giunto alle soglie della quarantina, da qualche tempo è costretto a muoversi con le stampelle a causa di una serie di gravi problemi di circolazione. Forte e possente, sebbene non più agile e scattante come da giovane, e che si muove con fatica e lentezza: questa è l’economia italiana da qualche anno in qua. 

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Bene. Oggi il Coronavirus sbatte su Mike Tyson: avrà l’effetto di una polmonite, di un raffreddore, o di una semplice influenza? 
La risposta sta in una variabile non economica ma sempre centrale nelle cose economiche: il tempo. Se il problema virus sarà superato positivamente in tempi brevi (due-tre settimane) potremo parlare di un raffreddore. Se i tempi saranno lunghi (due-tre mesi) ragioneremo di una polmonite. Nel mezzo, l’infinita scala di grigi. 
Il Pil calerà per il combinarsi di una serie di impatti concomitanti e parzialmente indipendenti fra loro. Impatterà su due importanti comparti dell’economia tricolore: il turismo (circa il 5% del PIL); il made in Italy esportato (circa il 27% del PIL) - con particolare riferimento alle produzioni di macchinari industriali e beni di consumo di lusso e alta di gamma. 

Il Coronavirus ha anche altri due punti d’impatto, significativi e potenzialmente dirompenti: uno internazionale, l’altro domestico. Il primo si chiama catena globale del valore: si tratta delle soluzioni organizzative della manifattura che coinvolgono più paesi. La produzione di un paio di jeans, per esempio, coinvolge in media circa 12 Paesi in 4 continenti. Se il virus costringe a chiudere 6 di questi 12 Paesi, che succederà alle economie dei 12?
Il secondo si chiama consumi interni. È certo che caleranno, intanto a causa del rallentamento dei redditi dovuto ai fattori sopra richiamati ma non solo. Soffriranno anche se la politica sanitaria del paese dovesse decidere di bloccare a lungo alcune attività - eventi sportivi e culturali, visite a musei - e se il timore del contagio dovesse aumentare, inibendo l’andare al cinema, in vacanza, o anche a corsi di formazione, trasferte di lavoro eccetera.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Febbraio 2020, 08:25
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