Addio cashback, Draghi lo cancella: da luglio niente più rimborsi. Il M5S protesta, la Meloni esulta: «Era un'idiozia»

Addio cashback, Draghi lo cancella: da luglio niente più rimborsi. Il M5S protesta, la Meloni esulta: «Era un'idiozia»

Dopo appena sette mesi, diciamo già addio al cashback. La cabina di regia del Governo presieduta dal premier Mario Draghi ha infatti deciso di cancellare i rimborsi sui pagamenti digitali per chi registra il bancomat o la carta di credito sulla app Io: domani 30 giugno scade il primo semestre, si procederà con i rimborsi fino a 150 euro per chi ha effettuato almeno 50 pagamenti dal 1 gennaio in poi (e 1.500 euro per chi ha registrato più transazioni) e poi si metterà la parole fine alla misura voluta dal governo precedente e dall'ex premier Giuseppe Conte.

 

Un'esperienza in chiaroscuro, quella del cashback: se da un lato doveva spingere gli italiani a usare il più possibile i pagamenti digitali (e favorire il tracciamento), dall'altro il super-cashback da 1.500 euro per chi totalizzava più transazioni ha portato a delle storture. Con tanto di 'furbetti' che approfittavano di alcune situazioni - come dei distributori self service di carburante - per micropagamenti da pochi centesimi alla volta per scalare la classifica e inseguire il ricco premio. 

 

A luglio rimborsi per i primi sei mesi

 

Ovviamente lo stop non riguarda chi ha già partecipato al programma: chi ha maturato il diritto al rimborso per il primo semestre del 2021, riceverà un bonifico sul conto indicato in fase di registrazione a partire dal mese di luglio, probabilmente dopo la terza settimana (nel caso del cashback di Natale i rimborsi partirono da fine gennaio). La classifica finale del super-cashback sarà resa nota invece entro il 10 luglio: prima di pubblicarla, il sistema stornerà dal conteggio le transazioni anomale, cioè quelle per importi molto bassi effettuate a poca distanza l'una dall'altra, proprio per stanare i furbetti e impedire che siano premiati. Dal prossimo mese, con ogni probabilità, il problema non ci sarà più.

 

Le reazioni: M5S protesta, Meloni esulta

 

Le reazioni non si sono fatte attendere: dal Movimento 5 Stelle arrivano proteste contro il Governo, mentre a esultare è l'opposizione e in particolare Fratelli d'Italia, che da mesi chiedeva lo stop del cashback. «La sospensione del cashback è un errore, l'ho detto e ripetuto ieri in cabina di regia. Mi auguro si possa tornare indietro su questa decisione», ha commentato il capodelegazione M5S Stefano Patuanelli a margine del Consiglio europeo in Lussemburgo. «Il #cashback è un incentivo ai pagamenti elettronici, che sono tracciabili e che quindi limitano l'evasione fiscale. Ecco il senso di una misura giusta in cui io continuo a credere. La sua sospensione è un errore e un pessimo messaggio», twitta invece la deputata M5S ed ex ministra Lucia Azzolina.

 

«La sospensione del meccanismo del cashback è un grave errore. Ha stimolato l'uso dell'app Io, incentivando la digitalizzazione, e ha permesso a oltre 6 milioni di italiani di ricevere fino a 150 euro come bonus per i pagamenti elettronici realizzati», dichiarano in una nota i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Commissione Finanze alla Camera. «L'incentivo ha avuto un enorme riscontro, soprattutto tra i giovani ed è una misura che si ripaga da sola. I dati sui consumi avrebbero raggiunto i 14 miliardi entro fine 2022 con 2,5 miliardi di nuove entrate per lo Stato e senza introdurre nessuna nuova tassa. Fino ad oggi, sono 8,9 milioni i cittadini che hanno aderito con un totale di 784,4 milioni di transazioni e 16,4 milioni di strumenti di pagamento attivati. Di fatto, si sceglie inopinatamente di tornare al passato, invece di sostenere un programma anti-evasione che sta funzionando. Questa battaglia, evidentemente, non interessa ad altre forze politiche, abituate a riempirsi la bocca di lotta all'evasione senza mai passare ai fatti. Ci auguriamo che si torni indietro sulla decisione presa in Cabina di Regia».

 

Contro la cancellazione anche il deputato del Pd Michele Bordo, responsabile per la Coesione e il Mezzogiorno. «Non condivido la scelta di sospendere il cashback per il prossimo semestre. Una cosa è correggere ciò che non ha funzionato del meccanismo, altra cosa è sospenderlo. Il cashback ha consentito in questi mesi un maggiore utilizzo della moneta elettronica, un migliore tracciamento dei pagamenti, la riduzione del nero e dell'evasione fiscale. Per tutte queste ragioni, è un errore tornare indietro. Spero che ci sia spazio per rivedere la decisione assunta ieri dalla cabina di regia riunitasi a Palazzo Chigi».

 

Duro anche Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana: «Dovevano bloccare i licenziamenti e invece hanno bloccato il cashback. Dovevano ascoltare le organizzazioni sindacali dei lavoratori e finora li hanno ignorati In sostanza, al di là degli slogan il governo dei migliori ha finora eseguito il diktat di Confindustria», le sue parole. «Non prolungare il blocco dei licenziamenti è un grave errore - conclude l'esponente dell'opposizione di sinistra - che peggiorerà solo la vita di dei più fragili e deboli. Ci sono ancora alcune ore: il governo ci ripensi».

 

Esulta invece Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. «Il cashback sarà 'sospeso' dal 1 luglio. Fratelli d'Italia è stata l'unica forza politica a dire chiaramente da subito che cashback e lotteria degli scontrini sono una idiozia che ci costa 4 miliardi. Un tentativo di controllare gli italiani in cambio di una elemosina. Ora ci è arrivato anche il governo Draghi. I quasi 2 miliardi risparmiati siano ora destinati ad attività e lavoratori colpiti dalla crisi e dalle chiusure, come avevo chiesto di fare al premier in una lettera inviata il 3 marzo scorso. Come sarebbe dovuto essere in una Nazione normale», dichiara in una nota la Meloni.

 

D'accordo anche la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini. «La sospensione del Cashback nel secondo semestre dell'anno è una decisione di buonsenso che farà risparmiare più di mezzo miliardo alle casse dello Stato, e il nostro auspicio è che si tratti di uno stop definitivo, perché si tratta di una misura demagogica i cui costi hanno ampiamente superato i benefici. E pensare che il governo Conte lo aveva perfino inserito nel Pnrr nonostante la Banca centrale europea, oltre che le associazioni dei commercianti, avesse espresso critiche molto circostanziate a un provvedimento che ha innescato tra l'altro la corsa di migliaia di furbetti intenti a frazionare lo stesso pagamento in più operazioni per avere diritto al maxi rimborso finale. Col super premio di fine giugno calerà dunque il sipario sul Cashback, ed è il finale che Forza Italia auspicava da tempo». 


Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Giugno 2021, 18:15
© RIPRODUZIONE RISERVATA