Banca Etica: un italiano su tre sceglie il no profit. Messina: «Bisogna democratizzare la raccolta fondi il 5 per 1000»

Banca Etica: un italiano su tre sceglie il no profit. Messina: «Bisogna democratizzare la raccolta fondi il 5 per 1000»

Secondo il 4° studio condotto da Banca Etica, sono circa 14 milioni i contribuenti che hanno scelto di destinare il 5 per mille a un’organizzazione no profit, corrispondenti a un terzo del totale dei contribuenti. Da una parte, è un dato incoraggiante per la progressiva crescita del 5 per mille, ma, dall’altra, mancano ancora i due terzi dei contribuenti. 

 

I dati emersi sono stati presentati durante il webinar Attiviamo Energie Positive, dove erano presenti – tra gli altri- Alessandro Messina (direttore generale di Banca Etica); Samanta Bernardini (coautrice della ricerca, Ufficio marketing di Banca Etica); Chiara Saraceno (sociologa); Alessandro Lombardi (Direttore Generale Terzo Settore e Responsabilità Sociale d'Impresa del Ministero del Lavoro).

 

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I fondi erogati dallo Stato grazie pertanto saranno pari a 518,5 milioni di euro per il 2021: si sfiora così il tetto fissato dal Governo che di 520 milioni per il 2020 che diventeranno 525 dal 2021, mentre le reti del terzo settore continuano a chiedere un ulteriore innalzamento del tetto che viene regolarmente superato dalle scelte dei contribuenti. La crescita dell’importo rispetto al 2019 è del 2,6%. Complessivamente tra 2006 (anno di introduzione del 5 per mille) e 2020 l’importo è cresciuto del 53,5%, mentre il numero di persone che ha scelto di devolvere il 5 per mille è cresciuto del 35,7%. Per sostenere il terzo settore durante la pandemia, il contributo del 5 per mille relativo all’anno fiscale 2019 è stato erogato nel corso del 2020, con un anno di anticipo rispetto al solito. Nel 2021 verrà erogato, invece, il contributo del 5 per mille relativo all’anno 2020.

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«Dalla nostra ricerca- dice Alessandro Messina, direttore generale di Banca Etica - emerge con forza l’importanza del 5 per 1000 per il sostegno e lo sviluppo del terzo settore. È uno strumento che va ulteriormente rafforzato e sviluppato, Negli ultimi anni sono stati introdotti importanti correttivi o miglioramenti alla misura, nella direzione della stabilizzazione, della trasparenza, dell’accountability. Si tratta di passi in avanti significativi».

Anche per il 2020, quindi, si confermano le tendenze sulla ripartizione del 5 per mille nelle Regioni italiane: le prime 5 Regioni italiane per importi nel 2020 sono state Lombardia (36,4%), Lazio (18,4%), Emilia - Romagna (6,8%), Piemonte (6,4%) e Veneto (5,9%). 

Le altre 16 Regioni hanno raccolto il restante 26,1%; 8 regioni hanno percentuali di raccolta inferiori all’1% rispetto al totale. Di fatto, se le Regioni che raccolgono di più sono sempre le stesse, ci sono le restanti che registrano una crescita interessante tra 2019 e 2020, come: Marche (+9,9%), Basilicata (+7,4%) e Campania (+7,2%). 

Il numero di organizzazioni beneficiarie è più che raddoppiato (+131,2%) tra il 2006 e il 2020 passando da 29.840 enti beneficiari a 68.976. Tale aumento ha comportato una diminuzione dell’importo medio erogato alle organizzazioni tra il 2006 e il 2020: si passa da 11.325 (nel 2006) a 7.518 (nel 2020), con una riduzione del 33,6%. Ma lo studio evidenzia una forte concentrazione con poche organizzazioni che raccolgono la gran parte dei contributi

«Un punto di riflessione – conclude Messina - non può non essere quello dell’introduzione di una qualche forma di correttivo e di stimolo nella raccolta a favore delle organizzazioni medio-piccole: queste sono il vero scheletro della partecipazione sociale e civile del nostro paese. Democratizzare la raccolta fondi verso il non profit attraverso il 5 per 1000, allora, può significare anche questo: ampliare, rafforzare, rendere più equilibrati la diffusione e lo sviluppo del terzo settore nel nostro Paese».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 Luglio 2021, 10:25
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