Assemblea Abi, l'Italia vede la ripresa. Visco: «Misure non bastano». Patuelli: «Banche non siano corrotte»

Assemblea Abi, l'Italia vede la ripresa. Visco: «Misure non bastano». Patuelli: «Banche non siano corrotte»

È iniziata questa mattina, martedì 6 luglio, alle 10,00, l'Assemblea dell'Abi online sul sito dell'Abi www.abi.it e anche su quelli della Banca d'Italia www.bancaditalia.it, e dell'ANSA www.ansa.it. L'occasione per fare il punto sull'impegno delle banche in questa difficile fase, sull'Italia e sull'Europa. Ad aprire i lavori il Presidente, Antonio Patuelli, che ha tenuto la relazione: a seguire gli interventi del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell'economia e delle finanze, Daniele Franco.

 

«In Italia, grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni e al miglioramento del quadro sanitario, la ripresa economica si sta consolidando» e secondo le stime della Banca d'Italia che usciranno il 16 luglio il Pil «si rafforzerebbe con decisione nel secondo semestre; nella media dell'anno potrebbe toccare valori intorno al 5 per cento, consentendo un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020», ha detto il governatore Ignazio Visco all'assemblea annuale Abi. Le banche devono «continuare a operare con correttezza e con lungimiranza» per contribuire «a sostenere la definitiva uscita dalla crisi pandemica e il rilancio della nostra economia».

 

Visco sottolinea come «l'azione di vigilanza deve trovare un complemento in quella degli intermediari» e cita il governatore Stringher che nel 1927 , ricordava che la principale garanzia della solidità delle banche proviene «dalla capacità, dal vigile accorgimento nell'operare e dalla rettitudine degli uomini, cui sono affidate le sorti delle aziende di credito». I depositi bancari accumulati dalle imprese durante la pandemia potranno essere utilizzati nei prossimi mesi attraverso prodotti di risparmio gestito «verso l'attività produttiva anche sotto forma di capitale di rischio».

 

Le parole di Ignazio Visco

 

Visco chiede un impegno delle banche «al necessario riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese proponendo alla clientela, nel rispetto attento della normativa a tutela dell'investimento al dettaglio, prodotti di risparmio gestito». Visco ha ricordato come lo scorso maggio i depositi «delle imprese avevano raggiunto quasi 460 miliardi, quelli delle famiglie 900, rispettivamente il 16 e il 7 per cento in più rispetto a dodici mesi prima». Depositi destinati a ridursi con l'uscita dall'emergenza. La Banca d'Italia «segue da vicino» alcune banche nei «piani di ristrutturazione e possibili operazioni di aggregazione», «non certo per guidarne l'esito secondo programmi prestabiliti, ma per assicurare che esso conduca a intermediari più solidi e, quindi, maggiormente in grado di sostenere l'economia e favorirne il ritorno su un sentiero di crescita elevata e duratura». Secondo Visco «siamo anche impegnati nella valutazione delle possibili soluzioni ai casi di crisi che riguardano alcuni banche di medie-grandi dimensioni, alle prese con processi di recupero e risanamento».

 

La Banca d'Italia non smetterà di seguire le banche di credito cooperativo riunite nelle due capogruppo Iccrea e Cassa Centrale anche con il passaggio alla vigilanza europea. Secondo Visco il passaggio «non significa affidare le sorti del movimento cooperativo a un supervisore «distante» e ignaro della sua storia e delle sue funzioni. Come parte integrante della nuova supervisione, la Banca d'Italia contribuisce ad assicurare che l'esercizio della vigilanza prudenziale sulle BCC affiliate ai gruppi sia rispettosa delle specificità riconosciute a tali intermediari dalla normativa nazionale, preservando inoltre, per quanto possibile, criteri di continuità interpretativa e applicativa rispetto al passato».

 

Visco: «Nuove norme Eba non bastano»

 

«Grazie anche a una adeguata campagna di comunicazione alla clientela, gli effetti delle modifiche» introdotte dall'Eba, gli impatti della nuova definizione di default e del calendar provisioning sono «modeste». «Le informazioni raccolte presso un campione di grandi banche italiane che hanno cominciato ad applicare le nuove norme all'inizio dell'anno indicano che, nonostante la congiuntura avversa, le conseguenze sui bilanci bancari sono state effettivamente modeste», spiega infatti il governatore. «I finanziamenti riclassificati immediatamente dopo l'adozione dei nuovi criteri hanno fatto salire l'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti di due decimi di punto percentuale. Non sono stati inoltre riscontrati finora segnali di attenzione - dice Visco - provenienti da esposti relativi all'applicazione delle nuove norme».

 

Visco ha riconosciuto come «l'esercizio dei poteri di direzione e coordinamento previsti dal contratto di coesione abbi già consentito in numerosi casi alle capogruppo di intervenire con rapidità nel caso di BCC in difficoltà o interessate da fenomeni di illegalità, attraverso aggregazioni o sostegno patrimoniale, anche per mezzo di azioni di finanziamento. La regia delle capogruppo ha inoltre avuto un ruolo cruciale nelle strategie di riduzione dei crediti deteriorati, la cui incidenza sul totale dei prestiti, al netto delle rettifiche di valore, si è quasi dimezzata dal 6,9 al 3,6 per cento dal momento della costituzione dei gruppi, pur rimanendo ancora superiore alla media del sistema».

 

Visco chiede il rinnovo e un «maggiore automatismo» per la misura, prevista dal decreto rilancio del maggio 2020, per le banche più piccole in crisi, a supporto di operazioni di cessione di attività e passività in liquidazione. Parlando all'assemblea Abi, Visco ha ricordato come le condizioni della Ue «che ne rendono complesso e incerto l'utilizzo. Oltre al rinnovo dello schema per il prossimo anno, è quindi auspicabile mirare a un maggiore automatismo nella sua applicazione».

 

Patuelli: incentivare risparmiatori a investire

 

«Le banche sono in prima fila» per costruire, dopo la fine della pandemia, «una nuova fase economica, sociale e civile, per un nuovo possibile miracolo economico». È quanto annuncia il presidente dell'Abi Antonio Patuelli nel suo intervento all'assemblea annuale dell'associazione sottolineando come per «gli imponenti investimenti» necessari si debba «incentivare i risparmiatori italiani ad investire non solo in Titoli di Stato, ma anche in obbligazioni convertibili e in azioni», «distinguendo fiscalmente gli investimenti a medio e lungo termine dei "cassettisti", che non debbono essere equiparati agli speculatori».

 

«Questa riforma - ha spiegato - rafforzerebbe i risparmiatori, le imprese italiane, frequentemente gracili, e lo Stato. Oggi il tasso medio di rendimento sui depositi in conto corrente è lo 0,03%, gravato dal 26% di imposte. Il gettito per lo Stato è irrilevante». «Se i risparmi venissero fiscalmente agevolati, con aliquote progressivamente ridotte in proporzione alla durata degli investimenti, mediamente più redditizi dei depositi in conto corrente, l'aumento dei rendimenti remunererebbe maggiormente i risparmiatori e lo Stato» ha concluso Patuelli.

 

«Banche siano responsabili e non corrotte»

 

Forte richiamo del presidente dell'Abi Antonio Patuelli alle banche affinchè adottino «comportamenti coerenti, rettilinei, austeri e senza scorciatoie, con obiettivi realisticamente raggiungibili, con instancabile zelo e metodi incorruttibili con senso del dovere e delle responsabilità». Parlando all'assemblea dell'associazione, Patuelli, ricordando il settimo centenario della morte di Dante Alighieri, ha sottolineato come «le Banche debbono seguire l'ideale etico del Catone dantesco, per la rigida rettitudine per l'adempimento dei doveri, e debbono essere esemplari nello stare lontane anche dalle colpe dell'Inferno dantesco, dall'ignavia, dagli avari e dai prodighi, dagli scialacquatori e dagli usurai, dai barattieri, dagli ipocriti, dai ladri, dai seminatori di discordia, dai traditori della Patria e dei benefattori».

 

Le banche in «Italia non si sono mai fermate» durante il Covid e sono state impegnate «nell'opera colossale» di 2,3 milioni di prestiti nuovi o ampliati e in «diversi milioni di pratiche di moratoria», opera che «continua e deve continuare fin quando la pandemia sarà debellata», ha detto Patuelli secondo cui queste iniziative dovranno progressivamente diminuire solo dopo che la ripresa si sarà sviluppata. Patuelli chiede di evitare «gli eccessi di rigidità, anacronistici con la pandemia, come la nuova definizione di default e il rigido calendario di deterioramento e svalutazione dei crediti che sono stati pensati ben prima del Covid».

 

«Concorrenza contrasta i monopoli»

 

Parlando all'assemblea dell'associazione, Patuelli ha riconosciuto come «la pandemia porti anche crisi aziendali che occorre innanzitutto prevenire gestendo il rischio di credito, valutando l'effettiva capacità dei debitori di rimborsare e non ritardando gli appostamenti prudenziali nei bilanci». «Per i nuovi crediti deteriorati e deteriorandi occorrono tutte le misure che sono state utili per ridurre quelli preesistenti: sarebbero utili anche le tanto attese cosiddette bad banks» ha aggiunto. «Mercati in buon ordine e corretta concorrenza producono efficienza economica, sviluppo e progresso sociale, contrastando i monopoli», ha detto il presidente Abi rilevando come «la superiorità morale dell'economia di mercato sussiste se vengono sempre tutelate la dignità umana e tutte le libertà».

 

«I mercati aperti e l'inclusione sociale sono mezzi per generare opportunità e ricchezza, per ampliare le libertà. Per Stuart Mill i commerci presuppongono collaborazione, fiducia e apertura, favoriscono la pace» ha aggiunto. Il presidente Abi ha ricordato come «l'Unione Europea era in crisi quando è arrivato il Covid, dopo difficoltà e lacerazioni culminate in Brexit. La pandemia ha stimolato un salto di qualità nella UE, con innovazioni rilevantissime. La BCE (con l'impegno determinante della Banca d'Italia) è all'avanguardia nelle iniziative che hanno messo in sicurezza l'Euro che ha molto limitato i pericoli di gravi crisi finanziarie dei Paesi membri, a cominciare dai più indebitati, come l'Italia»


Ultimo aggiornamento: Martedì 6 Luglio 2021, 11:41
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