Alitalia-Ita, aut aut alla Ue: «Partiamo pure senza l’ok». La lettera a Bruxelles
di Umberto Mancini

Alitalia-Ita, aut aut alla Ue: «Partiamo pure senza l’ok». Lettera per trovare l’intesa accettando un mini-taglio degli slot

Pazienza finita sul caso Alitalia. Ita, sostenuta dal governo, vuole stringere i tempi e incalza la Commissione Ue per ottenere il via libera al decollo. La stagione turistica sta partendo e le low cost così come le altre compagnie hanno già iniziato a vendere i biglietti per approfittare della “fame” di vacanza degli italiani. Per questo, per evitare di restare spiazzati, il cda della newco ha scritto una lettera a Bruxelles allo scopo di arrivare a una soluzione definitiva in 48 ore. I tentennamenti degli euroburocrati guidati da Margrethe Vestager - che hanno già incontrato tre volte la controparte italiana senza trovare un punto di mediazione - favoriscono di fatto solo i concorrenti di Ita, prolungando l’incertezza. Eppure i documenti scambiati sono copiosi, decine le call e migliaia le mail.

LA ROAD MAP

L’obiettivo dell’ad Fabio Lazzerini e del presidente Francesco Caio è trovare un compromesso entro mercoledì, ma se l’aut aut non avrà successo, non si può escludere una clamorosa azione legale o, in subordine, una partenza senza autorizzazione preventiva della Ue. Le due ipotesi sono sul tavolo dei legali che, prima di muoversi, aspettano proprio l’esito dell’incontro in programma per metà settimana. Ulteriori dilazioni farebbero scattare il piano B visto che in ballo c’è la sorte stessa di Ita e quella degli 11 mila dipendenti della vecchia Alitalia.

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LA MULTA

Pur di decollare il primo luglio, spiegano fonti governative, e iniziare a mettere carburante finanziario in bilancio, si potrebbe anche valutare l’ipotesi di partire scontando poi una eventuale sanzione. Meglio, almeno teoricamente, pagare la multa che attendere altro tempo e veder sfumare, a vantaggio di Lufthansa e Ryanair, i guadagni del periodo estivo. Da qui il pressing di queste ore su Bruxelles. La lettera di Ita non solo ripercorre le tappe della trattativa, ma offre anche una mediazione sugli slot di Milano, il punto chiave da sciogliere. Con una riduzione in linea con quelle già concesse a Lufthansa e AirFrance.

IL NEGOZIATO

Sarebbe in sostanza già pronta sul tavolo la rinuncia ad un numero limitato di diritti di atterraggio e decollo, ma in cambio di un via libera immediato. Ita, sempre nell’ambito della trattativa, sarebbe anche disposta a prendere in affitto, o meglio in uso, alcune attività di handling e manutenzione pur di rompere l’impasse. Così come ad avviare il reclutamento di piloti e assistenti di volo, seguendo procedure di mercato pur privilegiando il bacino dell’attuale Alitalia. Una società terza potrebbe occuparsi di questo per marcare la discontinuità.

Ovviamente però il primo atto di Ita sarebbe l’offerta per avere almeno 47 aerei da Alitalia, unitamente ai certificati tecnici di volo e agli slot. Offerta che potrebbe arrivare già a fine settimana se il negoziato avrà successo.

TOUR OPERATOR

I tour operator, con cui Ita è in costante contatto in questi giorni, chiedono infatti di sapere come e quando potranno mettere in vendita i biglietti del vettore tricolore per i voli nazionali e per quelli internazionali. Sta ora anche al ministro dell’Economia Daniele Franco, il più risoluto contro l’atteggiamento dilatorio della Vestager, aumentare il forcing e chiudere il cerchio. Come detto. l’ulteriore rinvio farebbe saltare la stagione e precipiterebbe i conti di Alitalia nel baratro così come ucciderebbe nella culla la stessa Ita. Due concetti che Palazzo Chigi ha ben chiari. Anche perché i segnali di allarme rosso sono tutti accesi. A partire da quello più evidente: il mancato pagamento, almeno ad oggi, degli stipendi dei dipendenti Alitalia. E senza il disco verde ad Ita, con il trasferimento del personale dalla società in amministrazione straordinaria alla newco, la crisi diventerà sempre più complessa, visto che nel 2020, a causa della crisi Covid, c’è stato un calo dei ricavi di oltre 2 miliardi.

MANIFESTAZIONE AL MISE

Oggi nuova manifestazione di tutti i lavoratori Alitalia e Cityliner davanti all ministero dello Sviluppo Economico. Ad organizzarla Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl per fare chiarezza sull’erogazione delle retribuzioni, sull’anticipo della cassa integrazione straordinaria e sull’integrazione del Fondo straordinario del trasporto aereo. «Diciamo no - sostengono sempre i sindacati - ad una compagnia di bandiera bonsai e ai ricatti delle lobbies europee». E senza risposte minacciano una protesta ad oltranza affinché si rompa con Bruxelles senza altri indugi. Il rischio - fa notare la Fit Cisl - è che un ulteriore slittamento, caldeggiato dalle lobby europee dei cieli, sposterebbe ad ottobre l’operazione rilancio, facendo perdere una occasione unica alla nuova compagnia tricolore. Sul piede di guerra anche piloti e assistenti di volo di Fnta.
 

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 30 Marzo 2021, 00:19
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