Alitalia-Ita, per decollare a luglio tagli a slot a Linate e servizi a terra
di Umberto Mancini

Alitalia-Ita, per decollare a luglio tagli a slot a Linate e servizi a terra

Il piano per far decollare Ita a luglio è pronto. Il governo ha lavorato sodo anche in questi giorni di festa per mettere a punto la proposta di mediazione da inviare a Bruxelles. E domani, salvo ulteriori aggiustamenti che potrebbero determinare un slittamento di altre 48 ore, il compromesso tecnico finirà sul tavolo della commissione Antitrust europea. L’obiettivo politico è invece di stringere il cerchio in settimana, accogliendo, almeno in parte, le richieste degli uomini della Vestager, pur di sbloccare l’impasse e chiudere una volta per tutte il dossier Alitalia

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I ministri Giorgetti, Franco e Giovannini, che si sono tenuti in stretto contatto in queste ore, sanno bene che un altro rinvio determinerebbe il sicuro fallimento della vecchia Az, paralizzata da una amministrazione straordinaria che negli ultimi mesi non ha fatto altro che galleggiare, e a cascata la fine anche di Ita, che rischia di morire in culla. Ebbene, per evitare tutto questo, il ministro dello Sviluppo, quello dell’Economia e quello delle Infrastrutture, d’intesa con i vertici di Ita, e Palazzo Chigi, avrebbero ideato uno schema articolato per arrivare al traguardo. L’agnello sacrificale oltre agli slot di Linate - prevista una riduzione inferiore al 50% già richiesto ma comunque sostanziosa intorno al 10-15% - sarebbe il settore dell’handling che, secondo il diktat della Ue, va ceduto completamente sul mercato. 
Sul punto l’esecutivo cercherà di ottenere almeno la possibilità di consentire a Ita l’auto produzione dei servizi di terra a Fiumicino e Milano. Insomma, di salvare qualcosa per gestire in proprio un minimo di attività.

Il perimetro attuale di oltre 2800 dipendenti si potrebbe ridurre così a poco più di 700-800. Discorso ancora più complesso per la manutenzione che la Ue vorrebbe fuori dalla newco e sul quale si sta trattando per arrivare a un punto d’incontro. Probabilmente anche qui il perimetro dagli attuali 1700 dipendenti scenderà a 700. Il resto dovrà trovare una nuova collocazione o essere assorbito da altre società. Tagli pesanti anche allo staff amministrativo. Per marcare, come vuole sempre la Ue, la discontinuità con il passato. Gli esuberi sarebbero in sostanza circa 6 mila rispetto agli 11 mila dipendenti di Alitalia.

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L’organico con cui proverà a partire Ita, secondo fonti autorevoli, dovrebbe oscillare, almeno in una prima fase, tra 4500 e 4700 dipendenti, con oltre 55 aerei. Sempre che Bruxelles non imponga sacrifici ancora più duri. Di fatto l’urgenza, al di là della chiusura del negoziato in corso, è quella da un lato di pagare gli stipendi il prossimo mese, iniziando un nuovo percorso con Ita, e, dall’altro, evitare di portare i libri in tribunale. In pratica solo acquisendo personale da Alitalia, la newco può partire e, parallelamente, solo così possono entrare in cassa risorse finanziarie utili alla vecchia compagnia di bandiera per andare avanti con una gestione ordinata e in bonis. 

Piloti e assistenti di volo saranno i meno penalizzati, almeno in teoria, visto che Ita ne assumerà un numero congruo per far fonte alla stagione “summer” alle porte e, si spera, per affrontare l’autunno con una politica commerciale aggressiva sul lungo raggio. Ma ovviamente l’ultima parola spetterà ora a Bruxelles che si trova ad un bivio: accettare un compromesso o andare incontro ad un clamoroso strappo con l’Italia.

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 7 Aprile 2021, 10:08
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