Larry Flink: chi è costui?

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di Alberto Mattiacci

Il primo allarme è di cinquant'anni fa.
1968: il Club di Roma rilascia il Rapporto sui limiti dello Sviluppo. Sosteneva, dati alla mano, che il modello di sviluppo industriale, messo a confronto con la limitatezza delle risorse naturali e la lentezza della loro rigenerazione, non potesse reggere.
1992: a Rio de Janeiro si tiene il primo summit dei Capi di Stato sull'ambiente. Un evento eccezionale che iscrive, per la prima volta, il tema della salvaguardia ambientale nell'agenda politica internazionale.
Nel frattempo, in Europa e in particolare in Germania, l'ambientalismo si fece forza politica e senso civico, salendo anche al governo.
Molte parole, pochi fatti. E infatti gli allarmi si moltiplicarono.
2015: Papa Francesco con l'Enciclica Laudato Sii richiama le coscienze di tutti, potenti e non, alla cura della casa comune: la Terra. E, ancora, sempre nel 2015, l'Onu definisce Agenda 2030, i 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile -fra i quali la cura per l'ambiente è centrale. Fino a che, quest'anno, un certo Larry Flink, scrive una lettera. Destinatari i capi azienda. Oggetto: cari amici, se non investite sull'ambiente non vi do più un centesimo. Larry è il capo di BlackRock, il più grande e potente fondo d'investimento del mondo. Gente, insomma, che ha denari e li presta alle aziende. Ironia della vita: dove non è riuscita la politica (buona per definizione) riuscirà la finanza (cattiva per definizione). La Terra può stare serena.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11 Novembre 2020, 20:55
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