Buoni propositi per l'anno nuovo
di Alberto Mattiacci

Buoni propositi per l'anno nuovo

«L'obiettivo è azzerare la povertà!», esclamò un ministro tempo fa; «vogliamo far scendere il debito!», l'annuncio, trionfale, di un altro; «nostro obiettivo è far crescere il PIL», dicono tutti. Bene ma sbagliato.
In economia, infatti, un obiettivo non è un desiderio ma un numero: 5 miliardi (la cifra che l'ex ministro Fioramonti si propose di ottenere dal governo per investire sull'istruzione e adeguarla, almeno in parte, al resto dei paesi avanzati); 60%, (il famigerato rapporto percentuale fra il debito pubblico e il Prodotto Interno Lordo, che il Patto di Stabilità impone ai paesi dell'eurozona). Questi sono obiettivi, quelli prima no.
Un obiettivo, in economia, ha cinque precise caratteristiche: è specifico (il Pil), misurabile (1700 miliardi di euro), raggiungibile (l'Italia potrebbe farcela), rilevante (indica un'economia in salute), legato al tempo (entro tre anni).
Auguriamoci governanti che dicano: «Crediamo possibile far crescere il PIL fino a 1700 miliardi entro cinque anni da oggi». Sarebbe un bel segno: l'abbandono di un bel po' di dilettantismo in economia.
Mercoledì 15 Gennaio 2020, 05:01
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