Nomi inglesi ma cibo italiano Video

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di Alberto Mattiacci

Food Delivery, Take Away e poi: Moovenda, JustEat, Deliveroo, Glovo, Foody's. Termini inglesi -o anglicizzanti; poi, vai a vedere bene e dentro la scatola ci trovi: italianissime pizze, primi piatti tricolori, mediterranee insalatone.
La reclusione pandemica è andata a toccare un tasto che, forse addirittura più del calcio e della mamma, sentiamo appartenere al sentire nazionale: il cibo. Lo ha fatto in due modi, apparentemente antitetici. Il primo è la consegna a domicilio di cibi cucinati. Il Covid ha reso norma, cioè, un comportamento lontano dalla nostra cultura. E siccome questo comportamento è nato dove si parla inglese, ecco qui che le parole non suonano nostrane. I numeri: si stima che 8 italiani su 10 nel 2021 ricorreranno almeno una volta alla consegna a domicilio. Il giro d'affari di questo giochino è di circa 700 milioni di euro, un dato in costante crescita da 5 anni -ben prima dell'avvento del Covid, cioè. Il secondo fenomeno è l'aumento della preparazione in casa di alimenti base - il pane, la pizza, la pasta, per esempio. La vendita di farine è cresciuta di oltre un terzo; quella dei robot domestici, addirittura raddoppiata. I comportamenti alimentari sono importanti, perché portano ad evidenza i valori e le sensibilità profonde delle persone. In un'epoca in cui le paure e le incertezze sembrano dominare, i consumi di difesa dalle minacce esterne -vere o supposte che siano- crescono e cresceranno.

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Alberto Mattiacci. Romano, sposato e padre di due figli. Maturità classica, laurea con lode in Economia e Commercio in Sapienza, PhD, è professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza e in Luiss Business School. Studia la società e l’economia, con particolare attenzione ai cambiamenti e all’innovazione. www.albertomattiacci.it


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 12 Maggio 2021, 13:33
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