La domanda della Regina di Alberto Mattiacci

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di Alberto Mattiacci

Che PIL avremo nel 2020? E nel 2021? Impossibile saperlo ma gli economisti ci provano. Usano matematica e statistica. Quelli della Ue dicono: - 9,9% quest’anno e + 4,1% nel 2021. Il governo italiano: - 9,5% e + 6,5%. Il Fondo monetario: - 10,6% e + 5,2% l’anno venturo. Tre previsioni, tre soggetti (seri e affidabili), tre numeri. Che non coincidono. Non è solo qui il problema: nel 2019 Istat prevedeva una crescita 2020 dello 0,6%, la BCE dello 1,2% e l’OCSE dello 0,5%.

 

Altre tre istituzioni (anche loro serie e affidabili) e altri tre numeri non coincidenti (e diversi da come poi sono andate le cose). Un quadro del genere era, probabilmente, ciò che aveva in mente la Regina Elisabetta d’Inghilterra, un giorno durante la crisi del 2008. Immaginiamocela, Sua Maestà, seduta in prima fila: s’inaugura la nuova sede della prestigiosissima London School of Economics. È di pessimo umore: le consistenti perdite patrimoniali subite dalla Corona in quei mesi le hanno messo la luna per traverso.

 

Così, nell’imbarazzo generale, si rivolge agli economisti presenti con una semplice domanda - oggi nota, nell’ambiente, come la “Queen’s Question”. La domanda è quella che ciascuno di noi avrebbe potuto formulare: semplice, lineare, logica. «Come mai non avete visto quel che ci stava piombando addosso?». Nessuno le ha risposto così: «Maestà, noi, più o meno, capiamo quanto correremo sul rettilineo. Ma se dietro la curva c’è un masso, potremo vederlo solo dopo aver girato». Già.


Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Novembre 2020, 12:28
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