Debito buono o cattivo? Con i soldi degli altri non puoi fare quello che vuoi

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di Alberto Mattiacci

Il governo italiano ha presentato alla Commissione UE il proprio piano d'uso dei fondi Next Generation -il cosiddetto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Al di là dei suoi contenuti, più o meno condivisibili -questione di punti di vista e senso delle priorità- la questione è: perché uno Stato sovrano deve presentare un piano di spesa al giudizio altrui? Risposta: perché non sono soldi suoi. «D'accordo, ma è pur sempre uno Stato sovrano, mica uno scolaretto - obietterà qualcuno -la UE deve fidarsi e basta».
Consideriamo quanto segue.
1- Un cugino molto indebitato (si dice sia uno spendaccione) vi chiede molti soldi in prestito.
2- Siete in imbarazzo a dire di no (è pur sempre un parente) ma anche a dire di sì, se è vero che è uno spendaccione, si rischia di non rivederli mai più.
3- Non si può nemmeno pretendere che vi paghi un interesse (stareste più sereni, dato il rischio che vi state accollando).
4- Insomma, avete timore che spenderà quei soldi in bagordi, invece che usarli per avviare un'attività, per esempio, ed essere così in grado di restituirli.
Quando qualcuno presta denari, in sostanza, vuole capire come saranno usati. Perché, per dirla alla Draghi, esiste un debito buono -speso in investimenti- e uno cattivo: chi presta, così, pretende di entrare nel merito delle azioni di chi chiede il prestito. Quando sei debitore cedi parte della tua libertà di azione. Puoi fare quel che vuoi con i tuoi soldi ma non con quelli altrui. Nemmeno se sei uno Stato sovrano.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Maggio 2021, 16:50
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