Centri commerciali, discount e Black Friday: tu vuo' fa' l'Americano

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di Alberto Mattiacci

Questo novembre sono accadute tre cose curiose.
La prima: apre un nuovo centro commerciale (nel mondo mall) e si presentano 30mila persone. In Italia di mall ce ne sono già quasi mille. Tre dei più grandi (che toccano i dieci milioni di presenze l'anno) sono a Roma.
La seconda: una catena tedesca di discount mette in vendita scarpe con i colori aziendali: a pochi euro, pochi pezzi. Monta una spirale: svuota gli scaffali, prima in Germania, poi ovunque; innesca un mercato con prezzi assurdi, fino a tre zeri.
La terza: come accaduto con la festa di Halloween, il Black Friday si afferma nelle abitudini degli italiani. Anzi, non pago, si lega al lunedì successivo: il Cyber Monday. Nasce così una promozione prezzi di quattro giorni che apre le danze al Natale dei consumi.
Morale, anzi: morali.
Scambiarsi cose è una pulsione naturale dell'Uomo. Il commercio, infatti, esiste da migliaia di anni.
Da pochi, però, abbiamo iniziato a farlo come gli americani: sarabande promozionali e mall.
Le prime: nell'era della sovrabbondanza (c'è troppo di tutto), tutto vale poco. Così, a far gola, è ciò di cui si crea una artificiale scarsità: possono essere scarpe limited edition, o giorni di prezzi bassi a prescindere dal per cosa.
I mall, infine. Gli americani, che i centri storici non li hanno, li chiamano mall naturali e ce li invidiano. Sono bellissimi, i centri storici, soprattutto a Roma. Proprio dove ha aperto il mall di cui si è detto.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 2 Dicembre 2020, 17:03
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