Adieu, Italia ciao

Adieu, Italia ciao

di Alberto Mattiacci
“Overtourism”, cioè: strade affollate; quartieri divenuti ostelli diffusi; negozi gonfi di souvenir identici; mangiatoie di ogni tipo qua e là; bivacchi dappertutto; file sbalorditive; e poi, pullman, bus a più piani, auto scure (ieri ho contato, a Roma, NCC di 11 comuni diversi); eventi “sold out”, residenti furiosi, eccetera.
L’overtourism, quest’anno in particolare, sembra non essere la sfortunata condizione dei “bestseller” del turismo di massa: a Venezia, Firenze e Roma si sono aggiunti, per esempio, Napoli e Bari. Qui, interi quartieri, un tempo malfamati, sono stati reinventati. I locali, ieri dediti ad altre meno nobili attività, curano i portatori di trolley.
Sorridono, dunque, in molti: i politici (l’overtourism genera e fa circolare denaro); le partite IVA (non chiamiamoli imprenditori); chi possiede mura adatte a contenere almeno un letto (non chiamiamoli albergatori); chiunque insomma riesca a sedere al pingue banchetto dell’overtourism.
Ma perché, pur essendoci un’inflazione elevata e prezzi alti, c’è in giro tanta gente (come non mai)? 
Tre risposte: (i) dopo il Covid le priorità sono cambiate, si punta ai piaceri della vita; (ii) si usano per questo i risparmi accumulati nel lockdown; (iii) i primi due punti interessano gente di tutto il mondo (cioè 8 miliardi di teste). Ovviamente, poi, c’è che l’Italia attrae tutti e questo è un rischio: a forza di attrarre turisti stranieri, i prezzi finiranno per guardare alle loro tasche e cresceranno. Forse troppo per noi.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 14 Giugno 2023, 07:26
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