Tex, il disegnatore Fabio Civitelli racconta i segreti del fumetto più amato
di Fabrizio Ponciroli

Tex, il disegnatore Fabio Civitelli racconta i segreti del fumetto più amato

Per chi è solito leggere le avventure di Tex, Fabio Civitelli è un nome decisamente noto. Con la sua matita, ha realizzato centinaia di storie dedicate al leggendario pistolero che ha appena festeggiato i 70 anni di vita. Considerato uno dei maestri del fumetto italiano, è anche uno dei conoscitori più fini di Tex Willer, il personaggio principe della Bonelli. Il prossimo 7 febbraio, nell’occasione dell’uscita del Tex 700 (disegnato proprio dal 63enne Fabio Civitelli), verrà inaugurata, alla Galleria Cà di Fra di Milano, la mostra completamente dedicata all’artista con quadri e tavole ad acquarelli di Tex, il suo compagno di viaggio da quasi 40 anni…
Come è nato il suo rapporto con Tex?
“Appena ho iniziato a leggere, mi sono innamorato dei fumetti e, in particolare, di Tex. E’ stato un amore istantaneo. Dopo aver letto qualche albo di straforo, ho chiamato la casa editrice e mi sono fatto mandare la pubblicazione La Mano Rossa, e da quel momento li ho collezionati tutti”.
Gli anni passano ma Tex resta sempre “moderno”, come è possibile?
“E’ sempre stato moderno. Ha sposato un’indiana negli anni ’50… E’ sempre stato avanti. A me ha sempre fatto impazzire l’idea che lui difendeva gli indiani dai bianchi, proprio lui che era bianco. Per quegli anni era davvero qualcosa fuori dagli schemi”.
Tex simbolo della lotta al razzismo…
“Diciamo che era un passo avanti a tutti. Stava dalla parte degli indiani e lottava contro i bianchi, senza però mai togliergli la vita. Trovava il modo di metterli fuori combattimento ma senza ucciderli. Questa è stata un’invenzione di Bonelli geniale”.
Ma perché il personaggio di Tex piace tanto? Quale è la sua vera forza?
“Ha un carattere molto ben definito. Soprattutto, lui fa quello che tutti noi vorremmo fare. In ogni situazione, sa sempre come comportarsi. Al primo colpo, sa subito chi è il buono e chi il cattivo. Non ha tentennamenti o lunghe riflessioni da fare. Quando prende a cazzotti il colonnello dell’esercito, noi gongoliamo di piacere perché anche a noi, quando qualche autorità si vuole imporre, ci piacerebbe, ogni tanto, poter reagire come fa Tex”.
Perché le generazioni di oggi dovrebbero leggere Tex?
“Perché i motivi per cui lo leggevano le generazioni che sono venute prima di loro sono ancora validi. E’ un personaggio fuori dal tempo, fuori dalle mode. Inoltre, devo ammettere, che oggi c’è anche una qualità superiore rispetto al passato. C’è più cura su tutto”.
Il personaggio del mondo Tex più difficile da disegnare e quello a cui è più legato?
“Il più difficile è Mefisto, quello al quale sono più legato è Kit Carson perché ti dà la possibilità di esprimerti maggiormente. Tex è bellissimo ma, al massimo, fa un sorrisetto ironico, come è giusto che sia. Tex non ride mai in maniera sguaiata…”.

Giovedì 13 Dicembre 2018, 19:30
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