Capodanno cinese il 16 febbraio, inizia l'anno del Cane. Festa anche in Italia

Capodanno cinese il 16 febbraio, inizia l'anno del Cane. Festa anche in Italia

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Venerdì 16 febbraio è il giorno del Capodanno cinese che festeggia l'anno del Cane. È L'evento più importante del calendario festivo non solo per i cittadini cinesi che lo sfruttano come periodo per viaggiare all'estero, ma anche per i retailer italiani che, specialmente nel settore del lusso, possono capitalizzare il flusso di shopper in arrivo, aspettandosi incrementi notevoli nelle vendite. In base all'analisi effettuata da Premier Tax Free, azienda specializzata nei servizi di tax refund, nel 2017 infatti, le vendite ai turisti cinesi in Italia sono aumentate su base annua del 39%, ma il trend di crescita annuale ha raggiunto il 57% proprio durante il Capodanno Cinese 2017. Milano ha segnato +47% durante l'anno e +75% durante il Capodanno Cinese e Venezia +22.5% e +72% rispettivamente. Lo shopping è specialmente indirizzato al settore lusso, comparto di estremo appeal per questo target. Fra i brand preferiti, secondo Premer Tax Free, emergono Gucci, Chanel, Christian Dior, Dolce & Gabbana e Giorgio Armani.




FESTA COINVOLGE 10MILA IMPRENDITORI IN LOMBARDIA  Il 16 febbraio inizia l'«anno del cane» per la comunità cinese che viva e lavora in Italia. Una festa che coinvolge quasi 50 mila piccoli imprenditori nati in Cina, di cui oltre 10 mila attivi in Lombardia. Una comunità che lavora e cresce del 21% in cinque anni e del 3% nell'ultimo anno in Italia e del 32% in cinque anni e del 5% in un anno in regione. Milano è prima con 5.505 titolari cinesi, l'11% nazionale, in crescita del 35% in cinque anni e del 4% in un anno. Emerge da un'elaborazione Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati registro imprese al terzo trimestre 2017, 2016 e 2012 relativi ai titolari di impresa individuale attiva nati in Cina. Tra i territori lombardi, dopo Milano che è prima, per concentrazione di titolari vengono Brescia (1.037), Mantova (777), Bergamo (677), Varese (563) e Monza Brianza (527) mentre crescono soprattutto Monza Brianza (+77% in cinque anni, +19% in un anno), Lecco (+61% in cinque anni e +8% in un anno), Lodi (+56% in cinque anni e +7% in un anno) e Cremona (+53% in cinque anni e +7% in un anno).



Gli imprenditori cinesi si occupano soprattutto di commercio (2.718 attività tra ingrosso e dettaglio), ristorazione (2.546 tra bar e ristoranti) e manifatturiero (2.526 attività) ma ci sono anche circa 2 mila che operano nei servizi alla persona tra parrucchieri e centri estetici, lavanderie e riparazioni. Nel dettaglio territoriale, a Bergamo, Cremona, Lecco, Lod, Pavia, Sondrio e Varese prevalgono i ristoratori, a Brescia e Mantova le attività manifatturiere, a Como i servizi alla persona, a Milano e Monza Brianza il commercio. Gli imprenditori cinesi in Italia: sono Milano (5.505 titolari di impresa individuale) e Prato (5.143) i territori dove si concentrano il maggior numero di imprenditori provenienti dalla Cina.
 
 


Vengono poi Firenze con quasi 4 mila piccole attività, Roma con oltre 3 mila e Napoli con circa 2.500. Superano i mille imprenditori anche Torino, Padova, Modena, Brescia e Bologna. In cinque anni crescono gli imprenditori soprattutto a Bolzano (+115%) e Pordenone (+109%) mentre in un anno crescono di più Pistoia e Monza Brianza (+19% ciascuna). Quasi 20 mila imprenditori sono attivi nel commercio e 17 mila nel manifatturiero. Ci sono poi 7 mila imprese della ristorazione e oltre 4 mila nei servizi alla persona. E se il manifatturiero si concentra in Toscana (7.385 imprese su 17.320 in Italia, 43% nazionale) la Lombardia è prima per presenza di ristoratori e baristi (2.546 imprenditori su 6.867, 37% nazionale) e fornitori di prestazioni alla persona (1.826 su 4.377, il 42%).
Giovedì 15 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:55
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