Zone rosse, Sileri: «Il criterio dei 250 casi per 100mila persone è sbagliato»

Zone rosse, Sileri: «Il criterio dei 250 casi per 100mila persone è sbagliato»

Pierpaolo Sileri, medico ed esponente del M5S nonché sottosegretario alla Salute, si fa portavoce di istanze più 'aperturiste': «Il criterio dei 250 casi ogni 100mila abitanti per stabilire le zone rosse è sbagliato».

 

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Il riferimento di Pierpaolo Sileri, intervenuto ieri sera a DiMartedì su La7, è alla possibile introduzione di un nuovo criterio per le zone rosse. «Si è parlato di istituire una soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti sulla base della quale determinare le zone rosse e stabilire le eventuali chiusure. Non credo sia questo il giusto criterio, perché una volta protetti gli anziani e le categorie più fragili con il vaccino, anche se si registrassero più contagi tra la popolazione giovane non dovremmo necessariamente chiudere» - ha spiegato il sottosegretario - «Si chiude quando il servizio sanitario nazionale è sotto pressione e quando le terapie intensive si riempiono oltre la soglia d'allerta. Se sarà approvato a fine mese il vaccino AstraZeneca, potremmo avere dosi a sufficienza per vaccinare i nostri anziani e ridurre sensibilmente la pressione sugli ospedali. A quel punto, una riapertura delle attività oggi sospese non sarà solo un'opzione, ma un nostro preciso dovere».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Gennaio 2021, 13:29
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