Vaccino AstraZeneca: «La seconda dose va somministrata dopo 10-12 settimane, non prima»

Vaccino AstraZeneca: «La seconda dose va somministrata dopo 10-12 settimane, non prima»

Il richiamo per il vaccino di AstraZeneca andrà fatto dopo 10-12 settimae. A stabilirlo è una circolare del ministero della Salute 'Aggiornamento vaccini disponibili contro Sars-Cov-2/Coivd-19 e chiarimenti sul consenso informato' firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. Si tratta di un aggiornamento delle linee guida sul vaccino.

 

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«La seconda dose», si spiega, «dovrebbe essere somministrata idealmente nel corso della 12esima settimana (da 78 a 84 giorni) e comunque ad una distanza di almeno 10 settimane (63 giorni) dalla prima dose». Il vaccino, secondo gli studi di fase 3, ha mostrato un'efficacia del 62,1%. Garantisce inoltre, secondo quanto affermato dall'azienda, una copertura "del 100%" contro malattia grave e rischio di ospedalizzazione. Non ci sono dati disponibili sull'intercambiabilità del vaccino 'COVID-19 Vaccine AstraZeneca' con altri vaccini anti-COVID-19 per completare il ciclo di vaccinazione: «i soggetti che hanno ricevuto la prima dose di COVID-19 Vaccine AstraZeneca devono ricevere la seconda dose di COVID-19 Vaccine AstraZeneca per completare il ciclo di vaccinazione». È l'indicazione contenuta nel documento sulle caratteristiche del prodotto redatto dall'Aifa e allegato alla nuova circolare del ministero.

 

Il vaccino AstraZeneca viene raccomandato alle persone dai 18 fino al compimento dei 55 anni in assenza di patologie che aumentino il rischio clinico associato all'infezione da SARS-CoV-2. L'indicazione è contenta nella nuova circolare del ministero.  «Tra le categorie per cui viene raccomandato il vaccino, la priorità di somministrazione - si legge nella circolare, che richiama l'aggiornamento del Piano nazionale vaccinazioni 'Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19' - sarà per il personale scolastico e universitario docente e non docente, per le Forze armate e di Polizia, per i setting a rischio quali penitenziari e luoghi di comunità e per il personale di altri servizi essenziali e, a seguire, per il resto della popolazione». 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 10 Febbraio 2021, 13:21
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